Welfare migration ed enti religiosi.

Risultato della ricerca: Articlepeer review

Abstract

L’estensione di un sistema di assistenza sociale, tarato esclusivamente in funzione di persone in possesso della cittadinanza, anche alla popolazione immigrata (Welfare migration) rappresenta ancora un problema di non semplice inquadramento. In Italia tale sistema, diversamente da quanto avviene nei paesi connotati dal monopolio statale in campo assistenziale, risulta integrato oltre che da soggetti pubblici, anche da attori privati, rappresentati questi ultimi per lo più da enti religiosi, che si contraddistinguono per la finalità no profit e la natura caritativa della mission loro propria. Il contributo di tali enti risulta in taluni casi essenziale in quanto, a differenza dei soggetti pubblici, la cui azione è spesso inceppata da complessi meccanismi burocratico-amministrativi, essi sono in grado, non solo nella fase del soccorso o della prima accoglienza, di provvedere più agevolmente, stante la loro maggiore flessibilità e la tradizionale dedizione nei confronti delle fasce e dei soggetti più deboli, alle esigenze dei flussi di migranti.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine15
RivistaJUS
Stato di pubblicazionePublished - 2017

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