Volte in pietra. Alcune riflessioni sulla stereotomia tra Italia Meridionale e Mediterraneo in età moderna

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Abstract

Per chi fa storia, la stereotomia non costituisce un fenomenoda studiare solo nei meccanismi della rappresentazione,del funzionamento meccanico dellestrutture o nei risvolti geometrici e tecnologici; per chifa questo mestiere nel meridione d’Italia questa praticaindividua una chiave per reinterpretare i molteplicinessi che legano nei secoli architettura e scienza e indefinitiva costituisce uno strumento adatto a restituirecon maggior nitidezza il ritratto complesso di una civiltàcostruttiva.Chi si accinga a studiare l’architettura di età modernanel meridione ha spesso l’impressione di trovarsi davantia modalità di comportamento inerziali e a improvvisisviluppi di seconda mano, ma non sempre si riescea giungere alle solide ragioni che stanno dietro la mutazioneo la persistenza delle forme.Le radici di molti giudizi sono note, coinvolgono argomentipiù ampi di quelli trattati in queste pagine.In realtànegli ultimi tempi gli studi in questo campo si sono incrementati,il lavoro di analisi e di conoscenza ha fattograndi passi in avanti, ma il prevalente interesse operativo(finalizzato cioè a studi sui materiali, sulla riappropriazionedi tecniche costruttive, sul restauro) halasciato molti quesiti inevasi. Nel Sud ci sono moltepliciprove di un’operatività che contempla anche la perizianel taglio della pietra, ma le ragioni storiche di questeconsuetudini sono quasi sempre affidate a determinismigenerici (la sapienza artigianale) e all’unico fattore chedovrebbe sempre spiegare tutto: la tradizione.Proverò in queste pagine a offrire qualche ipotesi persuperare la circolarità del discorso e uscire dal labirintodi vicoli ciechi prodotto dai cliché.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteLA STEREOTOMIA IN SICILIA E NEL MEDITERRANEO
Pagine7-56
Numero di pagine50
Stato di pubblicazionePublished - 2013

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