Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento

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Abstract

La cartografia a stampa del tardo Cinquecento restituisce di Palermo quella immagine di città densa e compatta, dal tessuto fittamente edificato all’interno di una possente cinta bastionata, che, in assenza di rappresentazioni più antiche, è divenuta una icona della capitale siciliana, caratterizzata però quasi da una sorta di atemporalità. Tuttavia, ogniqualvolta ci si è soffermati a riflettere sulla datazione di quelle parti di tessuto urbano contraddistinte da reticoli viari regolari e maglie a scacchiera – possibili indizi di pianificazione di età moderna – si è giunti a credere che fossero in gran parte riconducibili a interventi eseguiti, tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, per dare alloggio alla popolazione rimasta senza casa a seguito degli sventramenti attuati per l’apertura delle nuove strade Toledo e Maqueda. Vi è alla base, piuttosto, un intenso processo di crescita urbana che si dispiegò senza soluzione di continuità per tutto il corso del XVI secolo e che in questo volume, grazie anche alla individuazione di una copiosa documentazione archivistica, appare per la prima volta in tutta la sua effettiva consistenza e complessità, un fenomeno urbanistico originato dai rilevanti incrementi demografici e dalle profonde trasformazioni socio-economiche che interessarono la Sicilia nel Cinquecento. Dei 240 ettari di superficie dell’antica città murata, comprensivi di strade e piazze, edilizia minore e architetture monumentali, oltre 1/7, pari a più di 35 ettari, fu il risultato di attività di pianificazione urbana portata avanti da soggetti investitori durante tutto il XVI secolo. Una porzione sorprendentemente ampia della città di età moderna fu pertanto il prodotto dell’iniziativa di privati, frutto di strategie di investimento immobiliare messe in campo attraverso operazioni di lottizzazione, i cui sviluppi, grazie alla individuazione della preziosa documentazione notarile, è ora possibile esaminare, svelandone committenza e investitori, modelli progettuali, caratteri e modalità attuative, indicatori socio-demografici e vicende storiche.
Lingua originaleItalian
EditoreEdizioni Kappa
Numero di pagine219
VolumeVI
ISBN (stampa)978-88-6514-041-3
Stato di pubblicazionePublished - 2010

Serie di pubblicazioni

NomeStoria dell'Urbanistica/Sicilia

Cita questo

Vesco, M. (2010). Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento. (Storia dell'Urbanistica/Sicilia). Edizioni Kappa.

Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento. / Vesco, Maurizio.

Edizioni Kappa, 2010. 219 pag. (Storia dell'Urbanistica/Sicilia).

Risultato della ricerca: Book

Vesco, M 2010, Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento. Storia dell'Urbanistica/Sicilia, vol. VI, Edizioni Kappa.
Vesco M. Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento. Edizioni Kappa, 2010. 219 pag. (Storia dell'Urbanistica/Sicilia).
Vesco, Maurizio. / Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento. Edizioni Kappa, 2010. 219 pag. (Storia dell'Urbanistica/Sicilia).
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T1 - Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento

AU - Vesco, Maurizio

PY - 2010

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N2 - La cartografia a stampa del tardo Cinquecento restituisce di Palermo quella immagine di città densa e compatta, dal tessuto fittamente edificato all’interno di una possente cinta bastionata, che, in assenza di rappresentazioni più antiche, è divenuta una icona della capitale siciliana, caratterizzata però quasi da una sorta di atemporalità. Tuttavia, ogniqualvolta ci si è soffermati a riflettere sulla datazione di quelle parti di tessuto urbano contraddistinte da reticoli viari regolari e maglie a scacchiera – possibili indizi di pianificazione di età moderna – si è giunti a credere che fossero in gran parte riconducibili a interventi eseguiti, tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, per dare alloggio alla popolazione rimasta senza casa a seguito degli sventramenti attuati per l’apertura delle nuove strade Toledo e Maqueda. Vi è alla base, piuttosto, un intenso processo di crescita urbana che si dispiegò senza soluzione di continuità per tutto il corso del XVI secolo e che in questo volume, grazie anche alla individuazione di una copiosa documentazione archivistica, appare per la prima volta in tutta la sua effettiva consistenza e complessità, un fenomeno urbanistico originato dai rilevanti incrementi demografici e dalle profonde trasformazioni socio-economiche che interessarono la Sicilia nel Cinquecento. Dei 240 ettari di superficie dell’antica città murata, comprensivi di strade e piazze, edilizia minore e architetture monumentali, oltre 1/7, pari a più di 35 ettari, fu il risultato di attività di pianificazione urbana portata avanti da soggetti investitori durante tutto il XVI secolo. Una porzione sorprendentemente ampia della città di età moderna fu pertanto il prodotto dell’iniziativa di privati, frutto di strategie di investimento immobiliare messe in campo attraverso operazioni di lottizzazione, i cui sviluppi, grazie alla individuazione della preziosa documentazione notarile, è ora possibile esaminare, svelandone committenza e investitori, modelli progettuali, caratteri e modalità attuative, indicatori socio-demografici e vicende storiche.

AB - La cartografia a stampa del tardo Cinquecento restituisce di Palermo quella immagine di città densa e compatta, dal tessuto fittamente edificato all’interno di una possente cinta bastionata, che, in assenza di rappresentazioni più antiche, è divenuta una icona della capitale siciliana, caratterizzata però quasi da una sorta di atemporalità. Tuttavia, ogniqualvolta ci si è soffermati a riflettere sulla datazione di quelle parti di tessuto urbano contraddistinte da reticoli viari regolari e maglie a scacchiera – possibili indizi di pianificazione di età moderna – si è giunti a credere che fossero in gran parte riconducibili a interventi eseguiti, tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento, per dare alloggio alla popolazione rimasta senza casa a seguito degli sventramenti attuati per l’apertura delle nuove strade Toledo e Maqueda. Vi è alla base, piuttosto, un intenso processo di crescita urbana che si dispiegò senza soluzione di continuità per tutto il corso del XVI secolo e che in questo volume, grazie anche alla individuazione di una copiosa documentazione archivistica, appare per la prima volta in tutta la sua effettiva consistenza e complessità, un fenomeno urbanistico originato dai rilevanti incrementi demografici e dalle profonde trasformazioni socio-economiche che interessarono la Sicilia nel Cinquecento. Dei 240 ettari di superficie dell’antica città murata, comprensivi di strade e piazze, edilizia minore e architetture monumentali, oltre 1/7, pari a più di 35 ettari, fu il risultato di attività di pianificazione urbana portata avanti da soggetti investitori durante tutto il XVI secolo. Una porzione sorprendentemente ampia della città di età moderna fu pertanto il prodotto dell’iniziativa di privati, frutto di strategie di investimento immobiliare messe in campo attraverso operazioni di lottizzazione, i cui sviluppi, grazie alla individuazione della preziosa documentazione notarile, è ora possibile esaminare, svelandone committenza e investitori, modelli progettuali, caratteri e modalità attuative, indicatori socio-demografici e vicende storiche.

UR - http://hdl.handle.net/10447/74367

M3 - Book

SN - 978-88-6514-041-3

VL - VI

T3 - Storia dell'Urbanistica/Sicilia

BT - Viridaria e città. Lottizzazioni a Palermo nel Cinquecento

PB - Edizioni Kappa

ER -