Verso la "devianza" emancipativa. L'omosessualità neglistudi di sociologia della devianza dagli anni Venti alla fine dei Settantain America

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Abstract

Questo lavoro intende ricostruire i principali percorsi interpretativi dellasociologia della devianza e del mutamento sociale misurandoli direttamentecon le rappresentazioni che, all’interno della medesima disciplina vengonofornite del concetto di omosessualità (maschile). Si è deciso di analizzare ilavori susseguitisi dai primi anni Venti alla fine degli anni Settanta in Americasenza voler fornire una ricostruzione storica rigorosa dell’evolversi delladisciplina. Piuttosto, preme considerare gli sviluppi più salienti che permettonodi “apprezzare” non soltanto il dissolversi e l’opacizzazione del concetto didevianza, ma anche il progressivo mutamento nelle rappresentazioni teorichedell’omosessualità.La scelta della periodizzazione e del contesto culturale è stata dettata dadue ragioni. In primo luogo, dalla scarsità, all’interno del dibattito sociologicoitaliano, di lavori e ricerche che abbiano analizzato il rapporto tra elaborazioneteorica e disciplinare e produzione di sapere intorno alle diversità sessuali nelperiodo in oggetto; in secondo luogo, dalla necessità di designare, seppureidealmente, il contesto nordamericano come laboratorio in cui è statasperimentata l’azione e la mobilitazione collettiva dei gruppi GLBT neiconfronti del “sapere” ufficiale. La mia attenzione sarà rivolta allatrattazione dell’omosessualità in lavori che per certi tratti, e in casi specifici,sono da considerarsi pionieristici. Nell’analisi, inoltre, non ci si può esimere dal riconoscere l’influenza1 che diverse tradizioni ed assetti disciplinari (per primela sessuologia, la psicologia e l’antropologia) hanno avuto nei confronti delleteorizzazioni sociologiche, sebbene per motivi di spazio non si possano analizzare in questa sede i rapporti tra le varie discipline. Con ciò non sisostiene che non siano esistite (e che non esistano) sociologie e trattazionisociologiche dell’omossesualità dotate di un assetto autonomo, di uno statutosociologico, ma che l’indipendenza sociologica nello studio delle “deviazionisessuali” e dei sexual offenders non sia da far risalire alle categorie interpretativeclassiche, all’autonomia semantica della disciplina, quanto piuttosto alleelaborazioni di un pubblico più vasto, non necessariamente specialistico edaccademico. Più sinteticamente, la sociologia (della devianza) si libera dalledipendenze nei confronti delle istanze e degli assunti psicoanalitici, positivisti oinnatisti, autonomizzandosi proprio grazie ad approcci “empatici”ed alle elaborazioni degli attivisti GLBT.Molti sociologi della devianza e criminologi hanno utilizzatol’omosessualità come concetto con cui confrontarsi, come categoria euristicaimmediatamente disponibile. Le opere classiche di sociologia della devianzaproliferano di ripetuti riferimenti alle devianze sessuali e alla sessualità comesfera della trasgressione e della perversione potenziale. Questo perché,probabilmente sin dalle sue origini, la sociologia si è occupata del normaleaccadere delle cose ovvero dei “fatti” normali, usuali, tipici. La sociologia delladevianza, invece, ha rivolto la propria attenzione a tutti quei fenomeni inusuali,anormali, atipici con la preoccupazione di normalizzarli. È possibile ipotizzareche le diverse posizioni non siano mai state neutrali, quanto piuttosto cheabbiano sempre, implicitamente o esplicitamente, indicato il patologico ora per frenarne gli effetti di disgregazione (come in Durkheim), ora per adattarlo oaccomodarlo (come nei concetto di adaptment o adjustment già in uso presso iteorici della Scuola di Chicago) oppure (come nel funzionalismo parsonsiano),per
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospitePer una sociologia dell'omosessualità. Omosapiens 3
Pagine49-62
Numero di pagine250
Stato di pubblicazionePublished - 2008

Serie di pubblicazioni

NomeOMOSAPIENS

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