USA on the road: da The Americans di Robert Frank ad American Surfaces di Stephen Shore

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Abstract

I reportage di Robert Frank e Stephen Shore, e i rispettivi viaggi di cui sono testimonianza, documentano una identità degli Stati Uniti differente dai modelli più affermati, che tendono a raccontare un Paese di successo, capace di imporre al resto del mondo il proprio modello sociale, economico, politico ed estetico. I reportage di Frank e Shore invece rappresentano un'altra America, lontana dagli stereotipi e piena di insanabili contraddizioni: i luoghi dell'esperienza comune (quasi non-luoghi), i personaggi disillusi e frustrati dall'American dream, l'apparente banalità e insignificanza delle situazioni rappresentate, il quotidiano, dimostrano che accanto a un immaginario vincente (per ultimo quello rappresentato da Trump ma anche da Pete Souza, fotografo ufficiale dell'epopea presidenziale di Barak Obama) ne esiste un altro, quello degli sconfitti, più rispondente alla realtà dell'America.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)15-23
Numero di pagine9
RivistaIPERSTORIA
Volume11
Stato di pubblicazionePublished - 2018

Cita questo

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TY - JOUR

T1 - USA on the road: da The Americans di Robert Frank ad American Surfaces di Stephen Shore

AU - Crescimanno, Emanuele

PY - 2018

Y1 - 2018

N2 - I reportage di Robert Frank e Stephen Shore, e i rispettivi viaggi di cui sono testimonianza, documentano una identità degli Stati Uniti differente dai modelli più affermati, che tendono a raccontare un Paese di successo, capace di imporre al resto del mondo il proprio modello sociale, economico, politico ed estetico. I reportage di Frank e Shore invece rappresentano un'altra America, lontana dagli stereotipi e piena di insanabili contraddizioni: i luoghi dell'esperienza comune (quasi non-luoghi), i personaggi disillusi e frustrati dall'American dream, l'apparente banalità e insignificanza delle situazioni rappresentate, il quotidiano, dimostrano che accanto a un immaginario vincente (per ultimo quello rappresentato da Trump ma anche da Pete Souza, fotografo ufficiale dell'epopea presidenziale di Barak Obama) ne esiste un altro, quello degli sconfitti, più rispondente alla realtà dell'America.

AB - I reportage di Robert Frank e Stephen Shore, e i rispettivi viaggi di cui sono testimonianza, documentano una identità degli Stati Uniti differente dai modelli più affermati, che tendono a raccontare un Paese di successo, capace di imporre al resto del mondo il proprio modello sociale, economico, politico ed estetico. I reportage di Frank e Shore invece rappresentano un'altra America, lontana dagli stereotipi e piena di insanabili contraddizioni: i luoghi dell'esperienza comune (quasi non-luoghi), i personaggi disillusi e frustrati dall'American dream, l'apparente banalità e insignificanza delle situazioni rappresentate, il quotidiano, dimostrano che accanto a un immaginario vincente (per ultimo quello rappresentato da Trump ma anche da Pete Souza, fotografo ufficiale dell'epopea presidenziale di Barak Obama) ne esiste un altro, quello degli sconfitti, più rispondente alla realtà dell'America.

KW - estetica, fotografia, cultura visuale, Robert Frank, Stephen Shore

UR - http://hdl.handle.net/10447/291802

UR - http://www.iperstoria.it/joomla/images/PDF/Numero_11/monografica_11/Crescimanno.pdf

M3 - Article

VL - 11

SP - 15

EP - 23

JO - IPERSTORIA

JF - IPERSTORIA

SN - 2281-4582

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