Un'architettura per la musica a Palermo. Il Teatro Massimo di Giovan Battista Filippo Basile

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Abstract

In una città che da più secoli viveva ai margini del set internazionale, era ghiotta l’occasionedell’Unità d’Italia per compiere quel salto che avrebbe permesso a Palermo di confrontarsi con lemaggiori città del Regno. Insieme ai problemi sociali, economici e sanitari di una città priva deiservizi di base, i progetti utopici e “grandiosi” spingevano a realizzare quelle attrezzature in gradodi proiettarla in un panorama più vasto. Tra queste emergevano i teatri: il Politeama per spettacolidiurni e popolari, ma ancora più il Massimo V. E. che avrebbe dovuto rappresentare un riferimentointernazionale per l’attività lirica. Nonostante lo sfasamento di circa 30 anni tra la prima ideazione el’ultimazione, il teatro non fu giudicato inadeguato rispetto alle “moderne” esigenze. Esso presentaaspetti costruttivi e tecnologici di rilevante interesse sia perché testimonia il massimo livelloqualitativo dell'epoca, sia perché contiene soluzioni costruttive audaci ed originali, sia ancora perl'impulso che alla scienza, alla tecnica ed all'industria locali ha dato quest'opera, fucina di continuesperimentazioni.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteComposizione Musica Architettura
Pagine171-179
Numero di pagine9
Stato di pubblicazionePublished - 2013

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