Un confronto: la Sicilia nel III secolo

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Abstract

Il III secolo, ovvero, da un osservatorio siciliano, il periodo da Agatocle a M. Valerio Levino, è epoca di profonde trasformazioni inerenti tanto l’assetto geopolitico quanto il quadro insediamentale e produttivo, le dinamiche culturali e sociali, le reti di connettività, gli schemi comportamentali. A fronte della complessità dei fenomeni determinata dal succedersi di eventi bellici (con conseguenze di diversa entità sull’habitat e sullo stato delle comunità isolane), dalle reazioni e adeguamenti a situazioni, tendenze e attori nuovi, dal variegato mosaico etnico e politico, dall’elaborazione di modelli di gestione più incisivi nell’eparchia, regno, provincia, la ricerca archeologica ha mostrato in generale la tendenza a semplificare e “livellare” la lettura e ricostruzione dei dati materiali. L’attenzione è stata volta prevalentemente alle ultime fasi della “Sicilia greca” sino all’instaurazione del potere romano, privilegiando i contesti di distruzioni belliche (assegnabili al primo o al secondo conflitto romano-cartaginese, o a precedenti scontri nell’età di Agatocle o Pirro) utili per la costruzione di un’impalcatura cronologica di riferimento, oppure i siti che, per le favorevoli condizioni di conservazione, consentano di evidenziare le caratteristiche culturali dell’urbanizzazione, opere di difesa e arredo urbano, abitati e necropoli del Primo Ellenismo. Quest’ultima periodizzazione, tuttavia, risulta vincolata (e complicata d)alla scansione dell’affermazione politico-militare di Roma, venendo a comprendere – almeno per la parte orientale, conquistata nel 212-1 – l’estrema fioritura culturale siceliota legata al lungo regno di Ierone II, sino alla perdita dell’autonomia politica. Di contro, una parte della critica recente valorizza gli elementi a supporto della prosecuzione ed espansione dell’ellenismo locale nell’ambito della provincia romana, giungendo talora ad esiti del tutto differenti per l’inquadramento di reperti, fasi edilizie, tipologie e trends culturali: ciò rende oltremodo difficoltoso l’utilizzo delle evidenze siciliane a confronto e supporto dell’interpretazione di altre.Per contribuire a ricollocare in un quadro d’insieme quanto documenta la Sicilia, rispetto ai contesti correlati dell’Italia meridionale e del bacino mediterraneo, sembra pertanto opportuno tentare di recuperare la complessità dei fenomeni, lo “spessore” e la plausibilità in concreto dei dati rilevati, evidenziando le peculiarità della compresenza di un regno ellenistico con realtà indipendenti di carattere poleico e con l’ambito soggetto al controllo punico dapprima, a Roma poi, le sperimentazioni e gli aspetti tradizionali, l’intersecarsi di continuità, fratture e adattamenti.
Lingua originaleItalian
Pagine697-736
Numero di pagine40
Stato di pubblicazionePublished - 2015

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