Tutela e valorizzazione integrata del patrimonio culturale dei siti Unesco. Il caso del sito seriale "Palermo arabo-normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale"

Risultato della ricerca: Articlepeer review

Abstract

L'inserimento di un bene architettonico, monumentale, paesaggistico o addirittura immateriale tra i beni tutelatidall'Unesco è divenuto un elemento qualificante del diritto dei beni culturali, ma con refluenze rilevanti anche di tipoeconomico e (soprattutto per i primi) urbanistico.L'iscrizione nella lista del patrimonio dell'Umanità (World heritage list-WHL) di beni e complessi di beni "dieccezionale valore universale" (outstanding universal value) è, infatti, preordinata alla identificazione, protezione,conservazione, valorizzazione e trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale.Come meglio si dirà la cultura giuridica riconduce, in termini sistematici, l'iscrizione dei beni (materiali edimmateriali) da parte dell'Unesco nel più ampio fenomeno della globalizzazione del diritto, ossia di quel processocomune a diverse materie.Ebbene questa linea evolutiva, certamente pregnante - rifuggendo da una prospettiva solo classificatoria - varicondotta, in termini di effettività, al regime giudico, più articolato e multilivello, al quale sono sottoposti tali beni.Non si tratta, come noto, di beni che transitano tout court da un livello di regolazione (nazionale e/o regionale elocale) ad un altro (globale) [1], piuttosto si assiste ad un fenomeno di integrazione di discipline che determinal'instaurarsi di un regime giuridico reticolare, non privo tuttavia, nonostante la molteplicità delle fonti, di vuoti,sovrapposizioni e, come vedremo, di difetti di enforcement, spesso determinati dalla stessa stratificazione degliordinamenti formatasi per addizione o per carenza di coordinamento tra le istituzioni coinvolte.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine13
RivistaAEDON
Stato di pubblicazionePublished - 2018

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