Tutela dei centri storici e norme speciali per Siracusa e Agrigento

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Abstract

Nel 1976 la Regione Siciliana emanava la legge n. 70 per la “Tutela dei centri storici e norme speciali per il quartiere Ortigia di Siracusa e per il centro storico di Agrigento”. Con questa legge i legislatori siciliani anticipavano di due anni la legislazione nazionale che solo nel 1978 si sarebbe espressa in materia di recupero con la legge n. 457 “Norme per l’edilizia residenziale”.Nello specifico la l.r. 70/76 disponeva che venissero redatti i piani particolareggiati per il centro storico di Siracusa, coincidente con l’isola di Ortigia, e per quello di Agrigento, sia in attuazione che in variante ai rispettivi piani regolatori generali, al fine di predisporre il necessario quadro normativo di riferimento per gli interventi alla scala edilizia da finanziare attraverso contributi in conto capitale.All’atto dell’approvazione la legge speciale per Siracusa e Agrigento veniva accolta con grandi favori dalle forze politiche, in seguito però, qualcosa non ha funzionato e la legge speciale è rimasta inattuata per oltre quattordici anni. L’iter per la redazione di ambedue i piani si è rivelato infatti più lungo e complesso del previsto: il piano particolareggiato per Ortigia, il cosiddetto PPO, è stato approvato dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente soltanto nel 1990, mentre quello per il centro storico di Agrigento nel 2007, ben trentuno anni dopo l’emanazione della legge speciale.Se per certi versi i meccanismi previsti dalla legge speciale hanno contribuito a prolungare i tempi di formazione dei piani particolareggiati di Siracusa e Agrigento, è pur vero che per diversi anni è mancata la volontà politica di investire nel processo di recupero dei due centri storici. Si deve inoltre tenere conto che probabilmente gli amministratori locali di entrambe le città erano culturalmente impreparati a cogliere la piena portata della legge speciale, ovvero l’opportunità, che si preannunciava strategica ai fini dello sviluppo locale, di avviare operativamente il recupero e la riqualificazione della città storica tramite la messa a punto di un’adeguata strumentazione urbanistica attuativa. Invece sia a Siracusa che ad Agrigento la Regione è stata costretta ad inviare commissari ad acta per guidare l’iter dei piani fino alla loro adozione.Nel caso di Siracusa, l’approvazione del PPO ha in effetti contribuito ad invertire il processo di degrado e abbandono a cui sembrava condannata l’isola di Ortigia. Se infatti all’inizio gli interventi di recupero nel centro storico sono partiti stentatamente, negli anni recenti si è registrata una progressiva accelerazione con una parallela ripresa del mercato immobiliare che ha fatto lievitare i prezzi degli immobili. Oggi il recupero del patrimonio edilizio è di fatto decollato e la città storica è capace di attrarre un numero crescente di operatori economici.Il caso di Agrigento invece rimane ancora irrisolto. La controversa approvazione del piano particolareggiato non ha avuto alcun esito ed il piano ad oggi rimane inattuato. Peraltro, i tempi di redazione si sono dilatati talmente che alla fine sono andati persi i finanziamenti che la legge speciale metteva a disposizione. Intanto, la maggior parte del tessuto edilizio del centro storico versa in uno stato di degrado talmente avanzato che i crolli si susseguono ad un ritmo preoccupante.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteQuestioni sul recupero della città storica
Pagine137-150
Numero di pagine14
Stato di pubblicazionePublished - 2014

Serie di pubblicazioni

NomeEsempi di Architettura / Spazi di riflessione

Cita questo

Abbate, G. (2014). Tutela dei centri storici e norme speciali per Siracusa e Agrigento. In Questioni sul recupero della città storica (pagg. 137-150). (Esempi di Architettura / Spazi di riflessione).