Terre incognite. Retorica e religione in Machiavelli

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Abstract

altrimentipericuloso trovare modi e ordini nuovi che si fussi cercare acque e terreincognite»… I Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio si aprono con questaespressione celebre. Tuttavia si è spesso dato all’incipit un mero valore stilistico,un omaggio formale dell’ex Segretario fiorentino allo spirito dei tempi, segnatodai grandi viaggi e dalle scoperte strabilianti. Insomma, un’apertura dicircostanza per entrare nella sostanza del commento sulla antica repubblicaromana che conquistò il mondo. Invece vi è molto di più: è il simbolo perfetto eparadigmatico della cultura machiavelliana che intreccia storia e geografia, filologiae prospettiva, antico e moderno. È la nuova sensazionale scoperta dichi ha «deliberato entrare per una via, la quale, non [è] suta ancora da alcunotrita» ed è approdato a una teoria politica rivoluzionaria che si appresta a consegnarenelle lunghe pagine successive. Questo è l’«offizio» che rimaneall’«uomo buono» che guarda a Firenze dal confino di San Casciano o dall’oziodegli Orti Oricellari: insegnare a chi, «più amato dal Cielo», possa realizzarequanto egli ha inteso «di quelli e di questi tempi» e non ha potuto realizzarlo.Da quelle terre incognite inizia il viaggio nel cosmo machiavelliano, in cui Tolomeoe la Bibbia, astrologia e religione, storia e filosofia, fortuna e libero arbitrio,scrittori latini e umanisti, i profeti antichi e quelli moderni, personaggimitici e governanti attuali popolano il pensiero di Machiavelli alla ricerca ostinatae temeraria di modi e ordini nuovi per governare le sfide della propriaepoca e le perenni questioni della politica.
Lingua originaleItalian
EditoreFrancoAngeli
Numero di pagine176
ISBN (stampa)9788820411589
Stato di pubblicazionePublished - 2012

Serie di pubblicazioni

NomeIL LIMNISCO

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