Sul concetto di oikeiotes nelle relazioni interstatali greche

Risultato della ricerca: Paper

Abstract

Lo studio è incentrato sul significato e sulla funzione dei termini di parentela nelle relazioni diplomatiche greche per esprimere la presenza di legami particolarmente stretti tra città e popoli. In particolare, viene concentrata l’attenzione sul termine oikeiotes, che indica generalmente un rapporto di “familiarità” tra comunità non appartenenti allo stesso ethnos, sebbene talvolta venga adoperato anche con un significato sovrapponibile alla nozione di syngeneia, con la quale si esprimevano le più strette relazioni di parentela tra città e popoli ritenuti discendenti da un medesimo capostipite. Al fine di delimitare con più chiarezza i campi semantici di entrambi i concetti, si sono presi in esame, nella prima parte del lavoro, le occorrenze dei termini oikeioi / oikeiotes nelle testimonianze letterarie relative ai rapporti interpersonali, con particolare riguardo alla produzione dell’oratoria attica, ove questi termini ricorrono con precise valenze giuridiche. Se ne ricava che con la nozione di oikeiotes ci si riferiva soprattutto ai rapporti acquisiti all’interno di un oikos mediante matrimoni, adozioni o frequentazioni amichevoli particolarmente strette. Molto spesso tali vincoli, benché stabiliti da poco tempo, erano considerati tanto stretti quanto lo erano i rapporti esistenti “in natura” tra persone legate da vincoli di sangue, e talvolta perfino, in alcuni casi eccezionali, erano ritenuti legami ancora più profondi rispetto ai rapporti tra consanguinei. E’ con questa stessa valenza che il termine viene adoperato anche in campo interstatale, per giustificare e supportare a livello propagandistico le relazioni diplomatiche tra comunità statali di stirpe diversa, come se fossero poste sullo stesso piano delle relazioni strette tra città syngeneis. Lo dimostra in primo luogo l’esame di tre famosi passi di Tucidide (III 86; IV 19, 1; IV 64, 3), che conservano le più antiche attestazioni dell’uso del termine oikeiotes in ambito diplomatico. Da questi si evince che durante la prima fase della guerra del Peloponneso si fece spazio l’idea che comunità di diversa origine etnica potessero stringere legami analoghi, e di eguale intensità, rispetto ai rapporti basati sulla syngeneia, grazie al ricorso strumentale alla nozione di “affinità” acquisita di recente (oikeiotes), che si registra in occasione dell’alleanza stipulata da Atene e Camarina (III 86; cui si allude anche nel discorso di Ermocrate in IV 64, 3), e dall’ambasceria spartana inviata ad Atene dopo i fatti di Sfacteria per invocare un’effimera aspirazione alla pace (IV 19, 1). Nell’ultima parte del lavoro viene affrontata l’analisi delle attestazioni più significative dell’uso dei termini oikeioi / oikeiotes nella vastissima documentazione epigrafica di età ellenistica, dalle quali si può trarre la conferma che questi termini sono rimasti sempre ben distinti in campo diplomatico rispetto alle nozioni di syngeneis / syngeneia, essendo riferiti sempre a relazioni interstatali instaurate in anni recenti, o che comunque sono rinnovate nell’attualità, sia tra città della stessa stirpe etnica sia tra città non consanguinee.
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2007

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TY - CONF

T1 - Sul concetto di oikeiotes nelle relazioni interstatali greche

AU - Sammartano, Roberto

PY - 2007

Y1 - 2007

N2 - Lo studio è incentrato sul significato e sulla funzione dei termini di parentela nelle relazioni diplomatiche greche per esprimere la presenza di legami particolarmente stretti tra città e popoli. In particolare, viene concentrata l’attenzione sul termine oikeiotes, che indica generalmente un rapporto di “familiarità” tra comunità non appartenenti allo stesso ethnos, sebbene talvolta venga adoperato anche con un significato sovrapponibile alla nozione di syngeneia, con la quale si esprimevano le più strette relazioni di parentela tra città e popoli ritenuti discendenti da un medesimo capostipite. Al fine di delimitare con più chiarezza i campi semantici di entrambi i concetti, si sono presi in esame, nella prima parte del lavoro, le occorrenze dei termini oikeioi / oikeiotes nelle testimonianze letterarie relative ai rapporti interpersonali, con particolare riguardo alla produzione dell’oratoria attica, ove questi termini ricorrono con precise valenze giuridiche. Se ne ricava che con la nozione di oikeiotes ci si riferiva soprattutto ai rapporti acquisiti all’interno di un oikos mediante matrimoni, adozioni o frequentazioni amichevoli particolarmente strette. Molto spesso tali vincoli, benché stabiliti da poco tempo, erano considerati tanto stretti quanto lo erano i rapporti esistenti “in natura” tra persone legate da vincoli di sangue, e talvolta perfino, in alcuni casi eccezionali, erano ritenuti legami ancora più profondi rispetto ai rapporti tra consanguinei. E’ con questa stessa valenza che il termine viene adoperato anche in campo interstatale, per giustificare e supportare a livello propagandistico le relazioni diplomatiche tra comunità statali di stirpe diversa, come se fossero poste sullo stesso piano delle relazioni strette tra città syngeneis. Lo dimostra in primo luogo l’esame di tre famosi passi di Tucidide (III 86; IV 19, 1; IV 64, 3), che conservano le più antiche attestazioni dell’uso del termine oikeiotes in ambito diplomatico. Da questi si evince che durante la prima fase della guerra del Peloponneso si fece spazio l’idea che comunità di diversa origine etnica potessero stringere legami analoghi, e di eguale intensità, rispetto ai rapporti basati sulla syngeneia, grazie al ricorso strumentale alla nozione di “affinità” acquisita di recente (oikeiotes), che si registra in occasione dell’alleanza stipulata da Atene e Camarina (III 86; cui si allude anche nel discorso di Ermocrate in IV 64, 3), e dall’ambasceria spartana inviata ad Atene dopo i fatti di Sfacteria per invocare un’effimera aspirazione alla pace (IV 19, 1). Nell’ultima parte del lavoro viene affrontata l’analisi delle attestazioni più significative dell’uso dei termini oikeioi / oikeiotes nella vastissima documentazione epigrafica di età ellenistica, dalle quali si può trarre la conferma che questi termini sono rimasti sempre ben distinti in campo diplomatico rispetto alle nozioni di syngeneis / syngeneia, essendo riferiti sempre a relazioni interstatali instaurate in anni recenti, o che comunque sono rinnovate nell’attualità, sia tra città della stessa stirpe etnica sia tra città non consanguinee.

AB - Lo studio è incentrato sul significato e sulla funzione dei termini di parentela nelle relazioni diplomatiche greche per esprimere la presenza di legami particolarmente stretti tra città e popoli. In particolare, viene concentrata l’attenzione sul termine oikeiotes, che indica generalmente un rapporto di “familiarità” tra comunità non appartenenti allo stesso ethnos, sebbene talvolta venga adoperato anche con un significato sovrapponibile alla nozione di syngeneia, con la quale si esprimevano le più strette relazioni di parentela tra città e popoli ritenuti discendenti da un medesimo capostipite. Al fine di delimitare con più chiarezza i campi semantici di entrambi i concetti, si sono presi in esame, nella prima parte del lavoro, le occorrenze dei termini oikeioi / oikeiotes nelle testimonianze letterarie relative ai rapporti interpersonali, con particolare riguardo alla produzione dell’oratoria attica, ove questi termini ricorrono con precise valenze giuridiche. Se ne ricava che con la nozione di oikeiotes ci si riferiva soprattutto ai rapporti acquisiti all’interno di un oikos mediante matrimoni, adozioni o frequentazioni amichevoli particolarmente strette. Molto spesso tali vincoli, benché stabiliti da poco tempo, erano considerati tanto stretti quanto lo erano i rapporti esistenti “in natura” tra persone legate da vincoli di sangue, e talvolta perfino, in alcuni casi eccezionali, erano ritenuti legami ancora più profondi rispetto ai rapporti tra consanguinei. E’ con questa stessa valenza che il termine viene adoperato anche in campo interstatale, per giustificare e supportare a livello propagandistico le relazioni diplomatiche tra comunità statali di stirpe diversa, come se fossero poste sullo stesso piano delle relazioni strette tra città syngeneis. Lo dimostra in primo luogo l’esame di tre famosi passi di Tucidide (III 86; IV 19, 1; IV 64, 3), che conservano le più antiche attestazioni dell’uso del termine oikeiotes in ambito diplomatico. Da questi si evince che durante la prima fase della guerra del Peloponneso si fece spazio l’idea che comunità di diversa origine etnica potessero stringere legami analoghi, e di eguale intensità, rispetto ai rapporti basati sulla syngeneia, grazie al ricorso strumentale alla nozione di “affinità” acquisita di recente (oikeiotes), che si registra in occasione dell’alleanza stipulata da Atene e Camarina (III 86; cui si allude anche nel discorso di Ermocrate in IV 64, 3), e dall’ambasceria spartana inviata ad Atene dopo i fatti di Sfacteria per invocare un’effimera aspirazione alla pace (IV 19, 1). Nell’ultima parte del lavoro viene affrontata l’analisi delle attestazioni più significative dell’uso dei termini oikeioi / oikeiotes nella vastissima documentazione epigrafica di età ellenistica, dalle quali si può trarre la conferma che questi termini sono rimasti sempre ben distinti in campo diplomatico rispetto alle nozioni di syngeneis / syngeneia, essendo riferiti sempre a relazioni interstatali instaurate in anni recenti, o che comunque sono rinnovate nell’attualità, sia tra città della stessa stirpe etnica sia tra città non consanguinee.

UR - http://hdl.handle.net/10447/15651

M3 - Paper

ER -