Studi tassonomici sulle popolazioni italiane di Halocnemum strobilaceum (Amaranthaceae)

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Abstract

Halocnemum strobilaceum (Pall.) Bieb. fu descritto da Pallas (1771) con il nome di Salicornia strobilacea su campioni provenienti dal Mar Caspio. Questo arbusto succulento fu successivamente segnalato per varie località costiere e dell’entroterra del Mediterraneo, dell’Europa orientale e dei territori interni dell’Asia Minore e centrale fino alla Mongolia. In passato vari autori hanno evidenziato che le popolazioni costiere del Mediterraneo risultano abbastanza differenziate dalle quelle dell’entroterra dei territori euro-asiatici, corrispondenti queste ultime alla specie sensu strictu. Le differenze riguardano soprattutto l’habitus, come pure alcuni rilevanti caratteri morfologici, già evidenziati da Forskål (1775), Todaro (1873), Lojacono-Pojero (1904) e Yaprak & Kadereit (2008). In particolare, H. strobilaceum s.str. è un arbusto di colore glauco o verde-giallastro, con habitus prostrato strisciante o prostrato ascen- dente, raggiungente un’altezza di 20-60 cm, spighe lunghe 5-15 mm e larghe 2-3 mm, di forma variante da sub-globosa a cilindrica, semi con cellule della testa piane o leggermente convesse. Nel Mediterraneo le popolazioni di H. strobilaceum s.l. si presentano come arbusti di colore giallo-pallido verdastro alti fino a 150 cm ad habitus eretto o eretto ascendente, spighe sempre globose (4-5 × 3-4 mm), semi con cellule della testa con una papilla più o meno sviluppata soprattutto lungo il rafe. Sotto il profilo nomenclaturale le popolazioni dell’Egitto furono descritte da Forskål (1775) come Salicornia cruciata, specie successivamente segnalata anche in Sicilia da Gussone (1843), mentre Tausch (1832) e Moquin-Tandon (1840) la considerarono un sinonimo di H. strobilaceum. In seguito, Todaro (1873) rigettò questa sinonimia conside- rando S. cruciata, che attribuì al genere Halocnemum, come una specie ben distinta dal tipico H. strobilaceum, caratterizzato da un habitus strisciante con rami prostrato-patenti e amenti meno succulenti. Questo autore indicò la presenza di H. cruciatum in Egitto, Sicilia e Sardegna. In precedenza Moquin-Tandon (1849) riconobbe pure S. cruciata Forssk., considerandola però come una varietà di H. strobilaceum. Anche Lojacono (1904) evidenziò che le popolazioni sici- liane si differenziavano abbastanza bene da quelle di H. strobilaceum s. str. e le attribuì ad una nuova specie indicata come H. drepanensis, includendovi tra i sinonimi S. drepanensis Tin. ined., S. cruciata Forssk. e H. strobilaceum var. cruciatum Moq. Il nome proposto da Lojacono (l.c.) è chiaramente un nome illegittimo. Recentemente Yaprak & Kadereit (2008) hanno descritto per l’Anatolia meridionale la nuova specie, H. yurdakulolii, evidenziandone le rilevanti differenze morfologiche da H. strobilaceum s.str. Anche questo nome risulta illegittimo in quanto le relati- ve popolazioni coincidono morfologicamente con H. cruciatum.Pertanto, in base ai dati di letteratura, ricerche d’erbario e osservazioni in campo, viene con- fermato che le popolazioni mediterranee sono nel complesso ben distinte da quelle dell’Europa orientale e dei territori asiatici continentali. Si ritiene opportuno quindi considerare i taxa in oggetto come due distinte specie, di cui viene presentato un prospetto nomenclaturale:Halocnemum strobilaceum (Pall.) M. Bieb., Fl. Taur.-Caucas. 3:3, 1819Sin.: Salicornia strobilacea Pall., Reise 1:412, 1771.Distribuzione: Europa orientale, dalla Grecia all’Ucraina, territori Irano-Turaniani (Anatolia,Caucaso, Iran, Iraq, Afghanistan, Pakistan), Arabia, Cina, Mongolia, Siberia, Kazakhstan).Halocnemum cruciatum (Forssk.) Tod
Lingua originaleItalian
Numero di pagine2
Stato di pubblicazionePublished - 2012

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