Storicità del diritto. Strutture costituzionali, fonti, codici. Prospettive romane e moderne

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Abstract

L’intento sotteso alla realizzazione del presente volume è quello di ripercorrere sinteticamente i tratti fondamentali della storia costituzionale romana individuando, al contempo, forme concettuali e prassi consolidate che - seppur sviluppate in quell’esperienza storica - hanno segnato anche le sorti di tutta la Tradizione giuridica successiva, e pertanto, dell’intera Tradizione giuridica Occidentale . Si tratta, infatti, di uno «strato tenacissimo di concetti e pratiche» che hanno raggiunto «quei laboratori politici e istituzionali dei cui prodotti siamo diretti eredi», secondo un percorso di «lunghissima portata e tendenzialmente universale ». Le forme concettuali del diritto romano sono state inserite nella scienza giuridica di ogni paese, a prescindere dalle diverse concezioni del diritto vigenti nei vari momenti storici (giusnaturalismo, razionalismo e così via) producendo «un inventario di concetti fissi tradotti in ogni lingua europea », che ha fatto sì che il diritto romano diventasse «un vocabolario comune, la lingua della comunità della scienza giuridica, il modello riconosciuto del lavoro concettuale giuridico e, in tal modo, un common law concettuale e spirituale europeo, senza il quale non sarebbe neppure teoricamente possibile una comprensione fra i giuristi delle diverse nazioni». Ne è derivata la conseguenza che le «matrici comuni del diritto europeo - tanto di civil law, quanto di common law - stanno nel diritto romano: o meglio nella dottrina o scienza giuridica (Recthswissenschaft) romana», in quanto «nella recezione del diritto romano …non si è trattato semplicemente della recezione di un diritto, ma della recezione di una scienza giuridica». Una Recthswissenschaft che ha determinato una Rechtsgemanischaft, una “scienza giuridica”, dunque, che ha determinato una “comunità di diritto” che comprende tutti quei territori e comunità in cui il diritto romano è stato applicato o studiato. Ed è proprio questa la ragione che ha determinato il valore paradigmatico del diritto romano nell’ambito dell’esperienza giuridica occidentale, e il valore paradigmatico della stessa nell’ambito della scienza giuridica mondiale . Esiste pertanto una scienza giuridica che costituisce il presupposto di un’identità giuridica europea comune che trova la sua matrice più profonda nel diritto romano, o meglio nella scienza giuridica romana, e che svolge ancora oggi un ruolo determinante nell’ambito del sistema giuridico mondiale.
Lingua originaleItalian
EditoreG. Giappichelli Editore srl
Numero di pagine500
ISBN (stampa)9788892118553
Stato di pubblicazionePublished - 2018

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author = "Pietro Cerami and Maria Miceli",
year = "2018",
language = "Italian",
isbn = "9788892118553",
publisher = "G. Giappichelli Editore srl",

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TY - BOOK

T1 - Storicità del diritto. Strutture costituzionali, fonti, codici. Prospettive romane e moderne

AU - Cerami, Pietro

AU - Miceli, Maria

PY - 2018

Y1 - 2018

N2 - L’intento sotteso alla realizzazione del presente volume è quello di ripercorrere sinteticamente i tratti fondamentali della storia costituzionale romana individuando, al contempo, forme concettuali e prassi consolidate che - seppur sviluppate in quell’esperienza storica - hanno segnato anche le sorti di tutta la Tradizione giuridica successiva, e pertanto, dell’intera Tradizione giuridica Occidentale . Si tratta, infatti, di uno «strato tenacissimo di concetti e pratiche» che hanno raggiunto «quei laboratori politici e istituzionali dei cui prodotti siamo diretti eredi», secondo un percorso di «lunghissima portata e tendenzialmente universale ». Le forme concettuali del diritto romano sono state inserite nella scienza giuridica di ogni paese, a prescindere dalle diverse concezioni del diritto vigenti nei vari momenti storici (giusnaturalismo, razionalismo e così via) producendo «un inventario di concetti fissi tradotti in ogni lingua europea », che ha fatto sì che il diritto romano diventasse «un vocabolario comune, la lingua della comunità della scienza giuridica, il modello riconosciuto del lavoro concettuale giuridico e, in tal modo, un common law concettuale e spirituale europeo, senza il quale non sarebbe neppure teoricamente possibile una comprensione fra i giuristi delle diverse nazioni». Ne è derivata la conseguenza che le «matrici comuni del diritto europeo - tanto di civil law, quanto di common law - stanno nel diritto romano: o meglio nella dottrina o scienza giuridica (Recthswissenschaft) romana», in quanto «nella recezione del diritto romano …non si è trattato semplicemente della recezione di un diritto, ma della recezione di una scienza giuridica». Una Recthswissenschaft che ha determinato una Rechtsgemanischaft, una “scienza giuridica”, dunque, che ha determinato una “comunità di diritto” che comprende tutti quei territori e comunità in cui il diritto romano è stato applicato o studiato. Ed è proprio questa la ragione che ha determinato il valore paradigmatico del diritto romano nell’ambito dell’esperienza giuridica occidentale, e il valore paradigmatico della stessa nell’ambito della scienza giuridica mondiale . Esiste pertanto una scienza giuridica che costituisce il presupposto di un’identità giuridica europea comune che trova la sua matrice più profonda nel diritto romano, o meglio nella scienza giuridica romana, e che svolge ancora oggi un ruolo determinante nell’ambito del sistema giuridico mondiale.

AB - L’intento sotteso alla realizzazione del presente volume è quello di ripercorrere sinteticamente i tratti fondamentali della storia costituzionale romana individuando, al contempo, forme concettuali e prassi consolidate che - seppur sviluppate in quell’esperienza storica - hanno segnato anche le sorti di tutta la Tradizione giuridica successiva, e pertanto, dell’intera Tradizione giuridica Occidentale . Si tratta, infatti, di uno «strato tenacissimo di concetti e pratiche» che hanno raggiunto «quei laboratori politici e istituzionali dei cui prodotti siamo diretti eredi», secondo un percorso di «lunghissima portata e tendenzialmente universale ». Le forme concettuali del diritto romano sono state inserite nella scienza giuridica di ogni paese, a prescindere dalle diverse concezioni del diritto vigenti nei vari momenti storici (giusnaturalismo, razionalismo e così via) producendo «un inventario di concetti fissi tradotti in ogni lingua europea », che ha fatto sì che il diritto romano diventasse «un vocabolario comune, la lingua della comunità della scienza giuridica, il modello riconosciuto del lavoro concettuale giuridico e, in tal modo, un common law concettuale e spirituale europeo, senza il quale non sarebbe neppure teoricamente possibile una comprensione fra i giuristi delle diverse nazioni». Ne è derivata la conseguenza che le «matrici comuni del diritto europeo - tanto di civil law, quanto di common law - stanno nel diritto romano: o meglio nella dottrina o scienza giuridica (Recthswissenschaft) romana», in quanto «nella recezione del diritto romano …non si è trattato semplicemente della recezione di un diritto, ma della recezione di una scienza giuridica». Una Recthswissenschaft che ha determinato una Rechtsgemanischaft, una “scienza giuridica”, dunque, che ha determinato una “comunità di diritto” che comprende tutti quei territori e comunità in cui il diritto romano è stato applicato o studiato. Ed è proprio questa la ragione che ha determinato il valore paradigmatico del diritto romano nell’ambito dell’esperienza giuridica occidentale, e il valore paradigmatico della stessa nell’ambito della scienza giuridica mondiale . Esiste pertanto una scienza giuridica che costituisce il presupposto di un’identità giuridica europea comune che trova la sua matrice più profonda nel diritto romano, o meglio nella scienza giuridica romana, e che svolge ancora oggi un ruolo determinante nell’ambito del sistema giuridico mondiale.

UR - http://hdl.handle.net/10447/336067

M3 - Book

SN - 9788892118553

BT - Storicità del diritto. Strutture costituzionali, fonti, codici. Prospettive romane e moderne

PB - G. Giappichelli Editore srl

ER -