Stili di apprendimento, metodo di studio e successo accademico

Francesca Liga, Alida Lo Coco, Pasquale Musso, Vincenzo Catania

Risultato della ricerca: Other

Abstract

IntroduzioneLe riforme che nell’ultimo decennio hanno interessato l’assetto formativo degli Atenei italiani hanno messo in luce la necessità di pensare a percorsi integrati e continui nel passaggio fra scuola media superiore e università. Per raggiungere questo obiettivo, appare utile quindi esplorare alcune dimensioni cruciali per garantire il successo formativo ed evitare il rischio di abbandoni.ObiettiviScopo del presente studio è stato quello di valutare come gruppi di studenti con caratteristiche socio-demografiche e percorsi d’istruzione differenti possano distinguersi in relazione allo stile di apprendimento, alla percezione della propria motivazione e del metodo di studio utilizzato e all’autovalutazione delle proprie competenze e convinzioni.MetodoPartecipanti Hanno preso parte alla ricerca 408 studenti dell’ateneo di Palermo (M = 157; F = 251) di età compresa fra i 17 e i 36 anni (M = 19.16; DS = 1.66), frequentanti i corsi per il recupero del debito formativo.MisurePer la rilevazione dei dati socio-demografici, di quelli sulla carriera scolastica, sulla scelta universitaria e sulle aspettative è stato costruito un questionario ad hoc. Per la valutazione degli stili di apprendimento è stato somministrato il Questionario sugli stili di apprendimento (Mariani, 2000), per la motivazione allo studio e del metodo di studio utilizzato è stato somministrato il Questionario sulla Motivazione e Metodo di Studio (MMS; Mancinelli, 2002), per le competenze e le convinzioni percepite è stato somministrato il Questionario di Percezione delle proprie Competenze e Convinzioni (QPCC; Pellerey & Orio, 2001).ProceduraLe scale auto-valutative sono state somministrate collettivamente in aula durante i corsi di recupero.Analisi dei dati e risultatiIn funzione dell’obiettivo della ricerca è stata effettuata una cluster analysis, inserendo quali variabili categoriali il genere, la classe sociale (da bassa ad alta) ed il tipo di scuola superiore frequentata (licei o istituti tecnico-professionali); per il resto, le variabili derivanti dai questionari sopracitati sono state inserite come continue. Ne sono scaturiti tre differenti cluster principalmente caratterizzati come segue: il Cluster I individua un gruppo di studentesse provenienti da istituti tecnico-professionali e di classe sociale media, che mostrano elevati livelli motivazionali; il Cluster II un gruppo di studenti (genere non significativo) provenienti dai licei e di classe sociale alta; infine, il Cluster III un gruppo di studenti (maschi) di classe sociale media e con bassi livelli motivazionali. Simili risultati vengono commentati alla luce della letteratura sull’argomento.BibliografiaMariani, L. (2000). Portfolio. Strumenti per documentare e valutare cosa si impara e come si impara. Bologna: Zanichelli.Mancinelli, M. R. (2002). Manuale del Questionario di Motivazione e Metodo. Milano: Vita e Pensiero. Pellerey, M., & Orio, F. (2001). Il questionario di percezione delle proprie competenze e convinzioni (QPCC). Roma: Edizioni Lavoro.
Lingua originaleItalian
Pagine139-139
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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