Sogni e visioni dai testi biblici agli scritti dei 'Christiana tempora'. Fra puntualizzazioni e questioni

Risultato della ricerca: Articlepeer review

Abstract

Sulla scorta di edizioni critiche nuove o rivedute e del recente dibattito storiografico, si ridisegnano profili di sogni e di visioni nei testi scritturistici e in vari scritti di età romano-imperiale e tardoantica. Nel primo caso si esaminano particolarmente: distinzione o identità fra sogno e visione notturna, apparizioni dell''Angelo di Jahve, angelologia, profezia. Nel secondo caso si prendono in peculiare considerazione: classificazione dei sogni quadripartita (Tertulliano) e tripartita (Ambrogio, Prudenzio, Girolamo, Giovanni Cassiano), e ''discretio spiritus''; ''phantasiae'' e ''ostensiones'', sogni ordinari e sogni ispirati (Agostino); sogni e visioni, sensi spirituali, ''logismoi'' e discernimento degli spiriti (Evagrio Pontico, Diadoco di Fotica); immaginazione e ''phantasia'' (Sinesio); visioni ''letterarie'' (Acta apostolorum apocripha), ''premonitrici'' (Acta martyrum, Policarpo, Perpetua, Cipriano), di tipo politico (attribuite a Costantino), ''demoniache'' (Apophthegmata Patrum, Vitae dei Padri del deserto, Atanasio, Rufino), dell''ascesa dell''anima (Pacomio, Atanasio, Prudenzio, Girolamo, Sulpicio Severo), dell''aldilà (Stefano protomartire, decurione Curma), come ''esperienze luminose'' (Evagrio Pontico, Giovanni Cassiano); articolazione tripartita delle visioni (Agostino, Gregorio Magno).
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)209-243
RivistaHORMOS
Volume9
Stato di pubblicazionePublished - 2007

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