Sequenze di diffusione (DWI) nello studio del carcinoma prostatico: confronto tra b700 e b1400. Nostra esperienza

Pierpaolo Purpura, Massimo Midiri, Fabio Cannizzaro, Giuseppe Salvaggio

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Materiali e metodi: e' stato analizzato retrospettivamente un campione di 24 pazienti nei quali è stato posto il sospetto RM di CaP confermato all'esame istologico in 20 pazienti. Questi, di età compresa tra 47 e 76 anni (media 64+/- 10), hanno costituito la nostra popolazione. L'esame RM è stato eseguito con un'apparecchiatura da 1.5 T mediante l'ausilio di bobina endorettale. Oltre al protocollo (T2, T1), la valutazione spettroscopica e dinamica postcontrastografica sono state acquisite sequenze DWI sul piano assiale con valori di b pari a 700 e 1400 s/mm2. Le immagini morfologiche e di diffusione sono state analizzate da due radiologi in consenso. E' stato calcolato il coefficiente di diffusione apparente in regioni di interesse poste in corrispondenza del CaP sulle mappe ADC. Secondo quanto riportato in letteratura i valori di ADC sono stati considerati patologici quando minori di 1.24. Risultati. Nelle sequenze DWI acquisiste utilizzando un valore di b di 700 s/mm2 è stato identificato il CaP in 18 pazienti su 20 (90%) con media dei valori ADC pari a 0.85 +/- 0.29. Nelle sequenze acquisite utilizzando un valore di b di 1400 s/mm2 è stato identificato il CaP in 20 pazienti su 20 (100%) con media dei valori di ADC pari a 0.62 +/-0.21. La valutazione a b 1400 ha permesso di individuare 2 pazienti (10%) con CaP che avevano valori di b nella norma a b700. Scopo. Valutare l'efficacia diagnostica del valore del coefficiente di diffusione apparente (ADC) ottenuto mediante sequenze DWI con b700 e b1400 s/mm2 nella detenzione del carcinoma prostatico (CaP). Conclusioni. Le sequenze DWI a b1400 incrementano la performance diagnostica della RM nella detezione del CaP.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2014

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