Roberto Pane e la cultura architettonica e urbana siciliana degli anni cinquanta

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Abstract

Il presente saggio mira a delineare le influenze esercitate da Roberto Pane sulla cultura architettonica e urbana siciliana degli anni ’60, veicolata attraverso i contributi dei due protagonisti indiscussi di tale cultura Edoardo Caracciolo ( 30.11.1906-1962 ), prof. di Urbanistica e Guido Di Stefano (2.2.1906-8.9.1962), prof. di Storia dell’arte, entrambi prematuramente scomparsi nel 1962. Ambedue ebbero sicuramente occasioni di incontro con il Nostro, l’uno più specificatamente attraverso l’INU, l’altro attraverso Italia Nostra. Richiami espliciti a Roberto Pane si trovano nel Piano di Risanamento del centro storico di Palermo (1959) in merito alle norme limitatrici dei volumi e delle altezze e nel coevo PRG ma soprattutto si è notata una straordinaria identità di espressione in talune affermazioni del Di Stefano. Entrambi inoltre, Di Stefano e Caracciolo, hanno operato in maniera significativa, a partire proprio dalla definizione dei valori ambientali, rispettivamente per il centro storico di Palermo e per quello di Erice. Il primo inserendo nelle Norme di attuazione del Piano di Risanamento i valori ambientali, le zone ambientali e i paesaggi urbani da salvaguardare con il PRG superando, da un lato, un concetto di risanamento ancora legato ad esclusive motivazioni di bonifica igienico-sanitaria, dall’altro proponendo una tutela non inibitoria e burocratica bensì elemento vivo ed ispiratore dell’intervento architettonico urbanistico in un centro antico. Il secondo, autore del PRG per Erice, illustrato nel miliare Convegno di Gubbio nel 1960. Ma ancora l’influenza del pensiero di Roberto Pane si è avvertita in tante altre occasioni quali il dibattito sviluppatosi dopo la frana di Agrigento avvenuta nel 1966 e che avrebbe portato a quella che è considerata una legge “illuminata” (L.R. 70/76 sui centri storici di Agrigento e Ortigia); o ancora in materia di ville storiche che si pensò di potere tutelare con la formazione di un Ente regionale appositamente creato e per le quali Alba Gulì (allieva di Caracciolo) dedicò gran parte del suo impegno didattico quale docente di Arte dei giardini attivata proprio nel 1962 e di Assetto del paesaggio dal 1982. Credo di poter affermare con sicurezza che la questione dei valori ambientali fu un tema di grande dibattito in quegli anni sia nella appena costituita Facoltà di Architettura come anche nelle istituzioni di tutela. L’evidenziazione di queste relazioni in ambiti e istituzioni diverse sarà oggetto del presente scritto, tramite la compulsazione di archivi privati (eredi Caracciolo, Di Stefano) e pubblici (Italia Nostra, Consiglio Superiore dei LL.PP.), oltre che nella ricca produzione bibliografica su tali temi.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteRoberto Pane tra storia e restauro. Architettura, città, paesaggio
EditoreMarsilio
Pagine426-429
Numero di pagine4
ISBN (stampa)978-88-317-0633-9
Stato di pubblicazionePublished - 2010

Cita questo

Prescia, R. (2010). Roberto Pane e la cultura architettonica e urbana siciliana degli anni cinquanta. In Roberto Pane tra storia e restauro. Architettura, città, paesaggio (pagg. 426-429). Marsilio.