Riscoprire le vecchie scoperte: il sacello presso l’Olympieion di Agrigento

Risultato della ricerca: Paper

Abstract

I risultati delle nuove indagini stratigrafiche nel sacello posto a SE del tempio di Zeus Olympios ad Agrigento, condotte da un'equipe dell'Università di Palermo diretta dalla autrici e coinvolgente anche numerosi studenti di Archeologia dell'Ateneo, insieme con lo studio integrato della documentazione d'archivio e dei vecchi scavi, consentono una ricostruzione della storia, della fisionomia e delle pratiche religiose di un edificio rimasto finora di ardua interpretazione, specie in rapporto al monumentale vicino. In particolare, viene confermata la costruzione del sacello verso la metà del VI secolo, ma si definisce una fase di rimodellamento, risalente ai primi decenni del V secolo, finora ignota, in rapporto alle grandi trasformazioni del santuario in quell'epoca. La ricostruzione della planimetria, connotata dalla presenza di un'ampia cavità/"altare cavo" nella porzione centrale della cella, si unisce al recupero di una quantità notevole di paterette bronzee che contraddistinguono la pratica rituale per l'intera vita del luogo di culto, fino alla dismissione a fine IV secolo. A questa segue una radicale rifunzionalizzazione dell'area con l'erezione di un muro di difesa attestato sui grandi templi classici. Si è evidenziata, inoltre, una rioccupazione tarda (bizantina?), grazie anche al recupero di alcuni documenti d'archivio inediti, che interessa anche le rovine del vicino Olympieion.
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2016

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TY - CONF

T1 - Riscoprire le vecchie scoperte: il sacello presso l’Olympieion di Agrigento

AU - De Cesare, Monica

AU - Portale, Elisa Chiara

PY - 2016

Y1 - 2016

N2 - I risultati delle nuove indagini stratigrafiche nel sacello posto a SE del tempio di Zeus Olympios ad Agrigento, condotte da un'equipe dell'Università di Palermo diretta dalla autrici e coinvolgente anche numerosi studenti di Archeologia dell'Ateneo, insieme con lo studio integrato della documentazione d'archivio e dei vecchi scavi, consentono una ricostruzione della storia, della fisionomia e delle pratiche religiose di un edificio rimasto finora di ardua interpretazione, specie in rapporto al monumentale vicino. In particolare, viene confermata la costruzione del sacello verso la metà del VI secolo, ma si definisce una fase di rimodellamento, risalente ai primi decenni del V secolo, finora ignota, in rapporto alle grandi trasformazioni del santuario in quell'epoca. La ricostruzione della planimetria, connotata dalla presenza di un'ampia cavità/"altare cavo" nella porzione centrale della cella, si unisce al recupero di una quantità notevole di paterette bronzee che contraddistinguono la pratica rituale per l'intera vita del luogo di culto, fino alla dismissione a fine IV secolo. A questa segue una radicale rifunzionalizzazione dell'area con l'erezione di un muro di difesa attestato sui grandi templi classici. Si è evidenziata, inoltre, una rioccupazione tarda (bizantina?), grazie anche al recupero di alcuni documenti d'archivio inediti, che interessa anche le rovine del vicino Olympieion.

AB - I risultati delle nuove indagini stratigrafiche nel sacello posto a SE del tempio di Zeus Olympios ad Agrigento, condotte da un'equipe dell'Università di Palermo diretta dalla autrici e coinvolgente anche numerosi studenti di Archeologia dell'Ateneo, insieme con lo studio integrato della documentazione d'archivio e dei vecchi scavi, consentono una ricostruzione della storia, della fisionomia e delle pratiche religiose di un edificio rimasto finora di ardua interpretazione, specie in rapporto al monumentale vicino. In particolare, viene confermata la costruzione del sacello verso la metà del VI secolo, ma si definisce una fase di rimodellamento, risalente ai primi decenni del V secolo, finora ignota, in rapporto alle grandi trasformazioni del santuario in quell'epoca. La ricostruzione della planimetria, connotata dalla presenza di un'ampia cavità/"altare cavo" nella porzione centrale della cella, si unisce al recupero di una quantità notevole di paterette bronzee che contraddistinguono la pratica rituale per l'intera vita del luogo di culto, fino alla dismissione a fine IV secolo. A questa segue una radicale rifunzionalizzazione dell'area con l'erezione di un muro di difesa attestato sui grandi templi classici. Si è evidenziata, inoltre, una rioccupazione tarda (bizantina?), grazie anche al recupero di alcuni documenti d'archivio inediti, che interessa anche le rovine del vicino Olympieion.

KW - Agrigento, archeologia del sacro, religione greca, santuario di Zeus Olympios.

UR - http://hdl.handle.net/10447/179120

M3 - Paper

ER -