Ri-ciclo urbano post-criminale. Il caso del Quartiere dei Marinai di Anversa

Risultato della ricerca: Conference contribution

Abstract

Il presente articolo affronta il tema del rapporto fra urbanistica e trasformazioni urbane in contesti caratterizzati dalla presenza di organizzazioni criminali. La ricerca indaga la questione della ridefinizione dei modelli teorici, d’intervento e di valutazione con i quali l’urbanistica concepisce, governa e replica la riattivazione produttiva di parti urbane che hanno terminato un ciclo di vita legato a propositi d’influenza sociale, profitto economico e controllo degli ambienti antropizzati da parte delle organizzazioni criminali. L’articolo affronta i seguenti quesiti: quali sono i limiti e le criticità dell’azione pubblica in contesti affetti dal fenomeno della criminalità organizzata? Quali sono gli obiettivi, i processi, le politiche e gli impatti che possono qualificare tale azione? Per rispondere a tali quesiti l’articolo propone il caso studio del Quartiere dei Marinai ad Anversa, una parte urbana caratterizzata fino agli anni ‘90 dalla presenza di organizzazioni criminali territorializzate effettuando una comparazione fra il “Piano di Politiche di Anversa per la Prostituzione” attuato ad inizio degli anni ‘90 e il programma “Quartiere dei Marinai, il lato seduttivo di Anvesa”, sviluppato a partire dal 2002. Il caso studio è esemplificativo di azioni pubbliche volte a frenare e inibire lo sviluppo del “core” criminale attraverso la ridefinizione dei profili di competitività, sostenibilità e coesione del quartiere, la riattivazione del “core” culturale e creativo della città e dinamiche insediative sostenibili e virtuose dal punto di vista della generazione di valore economico, sociale e ambientale.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteWorkshop 8 - Urbanistica e/è azione pubblica per rigenerare la democrazia
Pagine1688-1700
Numero di pagine13
Stato di pubblicazionePublished - 2017

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