Repertorio di cupole palermitane-rilievi, elaborazioni grafiche e fotografiche

Risultato della ricerca: Other

Abstract

L’attenzione viene posta sul ricco repertorio architettonico delle cupole palermitane, indagando operativamente su numerosi esempi che abbracciano un arco temporale che va: dall’età arabo normanna (XI sec.) con le piccole cupole a calotta emisferica in pietra di intaglio rialzata dal piano di imposta e rivestita in coccio pesto; alle cupole delle poche fabbriche quattro-cinquecentesche; a quelle a calotta unica rialzata con o senza nervature preziosamente rivestite da decorazioni superficiali degli edifici di culto dell’architettura barocca (intorno alla prima metà del Settecento); fino ad arrivare alle cupole ottocentesche in struttura di ferro impiegate nella realizzazione dei due teatri cittadini (il Teatro Massimo e il Teatro Politeama), in pietra del Gynnasium dell’Orto Botanico, delle quattro esedre della Villa Giulia e della copertura del vano della scala elicoidale del Palazzo dell’Ex Ministero di Stato.
Lingua originaleItalian
Pagine966-969
Numero di pagine4
Stato di pubblicazionePublished - 2010

Cita questo

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author = "{Di Paola}, Francesco and Laura Inzerillo",
year = "2010",
language = "Italian",
pages = "966--969",

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TY - CONF

T1 - Repertorio di cupole palermitane-rilievi, elaborazioni grafiche e fotografiche

AU - Di Paola, Francesco

AU - Inzerillo, Laura

PY - 2010

Y1 - 2010

N2 - L’attenzione viene posta sul ricco repertorio architettonico delle cupole palermitane, indagando operativamente su numerosi esempi che abbracciano un arco temporale che va: dall’età arabo normanna (XI sec.) con le piccole cupole a calotta emisferica in pietra di intaglio rialzata dal piano di imposta e rivestita in coccio pesto; alle cupole delle poche fabbriche quattro-cinquecentesche; a quelle a calotta unica rialzata con o senza nervature preziosamente rivestite da decorazioni superficiali degli edifici di culto dell’architettura barocca (intorno alla prima metà del Settecento); fino ad arrivare alle cupole ottocentesche in struttura di ferro impiegate nella realizzazione dei due teatri cittadini (il Teatro Massimo e il Teatro Politeama), in pietra del Gynnasium dell’Orto Botanico, delle quattro esedre della Villa Giulia e della copertura del vano della scala elicoidale del Palazzo dell’Ex Ministero di Stato.

AB - L’attenzione viene posta sul ricco repertorio architettonico delle cupole palermitane, indagando operativamente su numerosi esempi che abbracciano un arco temporale che va: dall’età arabo normanna (XI sec.) con le piccole cupole a calotta emisferica in pietra di intaglio rialzata dal piano di imposta e rivestita in coccio pesto; alle cupole delle poche fabbriche quattro-cinquecentesche; a quelle a calotta unica rialzata con o senza nervature preziosamente rivestite da decorazioni superficiali degli edifici di culto dell’architettura barocca (intorno alla prima metà del Settecento); fino ad arrivare alle cupole ottocentesche in struttura di ferro impiegate nella realizzazione dei due teatri cittadini (il Teatro Massimo e il Teatro Politeama), in pietra del Gynnasium dell’Orto Botanico, delle quattro esedre della Villa Giulia e della copertura del vano della scala elicoidale del Palazzo dell’Ex Ministero di Stato.

KW - archivio infografico

KW - cupole

KW - repository

KW - rilievo strumentale

UR - http://hdl.handle.net/10447/72734

M3 - Other

SP - 966

EP - 969

ER -