Re-cycle: molecolare/sistemico

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Abstract

Il modello di sviluppo dopato entro cui abbiamo vissuto consolati dalle sue aporie ha prodotto una costante erosione di risorse urbane, di cui quella del suolo è solo una sineddoche, sebbene la più evidente. Abbiamo consumato soprattutto le strutture identitarie dei palinsesti culturali e le trame vegetali delle città, abbiamo anestetizzato metabolismi vitali e interrotto i cicli delle acque, dei rifiuti e della mobilità rendendoli inefficaci. Abbiamo eroso la capacità dell'urbano di intrattenere una relazione osmotica con il rurale, abbiamo sedato la capacità produttiva e generativa delle manifatture, così come abbiamo dimenticato il valore rigenerativo della manutenzione edilizia.La crisi ci chiede il coraggio di una metamorfosi, un mutamento strutturale in cui le città siano chiamate a riattivare i propri capitali territoriali guidate da una urbanistica in grado di garantire nuove forme di convergenza tra sostenibilità culturale, economica, ambientale e sociale non solo attraverso l’adozione di rinnovate visioni di futuro, non solo attraversol’uso di nuovi paradigmi ma soprattutto attraverso l’efficacia delle decisioni e la qualità dei progetti. All'urbanistica viene chiesta l'assunzione di responsabilità di rigenerare le proprie condizioni di esistenza e ruolo, nonché di riconsiderare il suo stesso nucleo epistemologico.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteRE-CYCLE OP_POSITIONS II
Pagine13-17
Numero di pagine5
Stato di pubblicazionePublished - 2014

Cita questo

Carta, M. (2014). Re-cycle: molecolare/sistemico. In RE-CYCLE OP_POSITIONS II (pagg. 13-17)