Rappresentare la smartness. Tempi, spazi ed energie della quotidianità urbana

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Abstract

Il concetto, ormai pervasivo di smartness urbana conduce spesso a una visione della città ipertecnologica, tuttavia la città intelligente non può essere solo una città in cui l’inserimento di apparati tecnologici innovativi produce una nuova forma di città.Quando la città ottocentesca si dota delle prime strumentazioni tecnologiche che modificano la forma urbana (trasporto pubblico, reti sottotraccia, ecc.) la città subisce alcune trasformazioni che producono nuovi luoghi: un esempio su tutti è la stazione ferroviaria che non è solo il luogo del trasporto ma è anche centralità urbana e occasione di disegno di nuove parti di città fuori dalle mura.Oggi la diffusione crescente di una politica per la smart city a tutti i livelli impone di capire in che modo è possibile usare l’occasione della produzione tecnologica per ridisegnare la città, le sue parti, il suo funzionamento.Se, inoltre, parliamo di città meridionali in cui più grave è stata l’applicazione di modelli di sviluppo non coerenti con le reali necessità delle nostre città, l’occasione di rivedere la forma urbana con il supporto delle nuove tecnologie diventa pressante.Tuttavia esiste il rischio che l’urbanistica e la pianificazione territoriale vengano ridotte a comprimarie rispetto a una visione orizzontale, di tipo social o wiki, che fa smarrire il senso della visione di comunità in quanto le città sembrano – ancora una volta – capaci di autogovernarsi, con l’ausilio delle intelligenze collettive.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteRE-CYCLE ITALY Atlante
Pagine219-223
Numero di pagine5
Stato di pubblicazionePublished - 2017

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