Quando recte consideratur de contractione, omnia sunt clara. Singolarità e finalità nel De docta ignorantia di Nicola Cusano

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Abstract

Muovendo da un confronto con la successiva e affine dialettica della contrazioneformulata da Giordano Bruno, il saggi focalizza l’impianto teorico del De doctaignorantia (1440) di Nicola Cusano, mirando a delineare per questa via il nucleo teoricofondamentale dell’elaborazione cusaniana, gravitante intorno ai temi dell’unità delprincipio, della sua struttura trinitaria, e del suo dispiegarsi al di fuori di sé nellavarietà della manifestazione.Il saggio propone la tesi della continuità e coerenza dell’itinerario cusaniano comerimodulazione continua del capolavoro del 1440, misurandosi con la posizione divergentedi Hans Blumenberg, che in continuità con un diffuso orientamento storiografico haasserito la discontinuità dell’itinerario speculativo cusaniano. A tal fine il saggiomostra come la teoria cusaniana della contrazione, oltre che per il suo orientamentointrinsecamente finalistico, si connoti essenzialmente per il suo carattereindividuante, fondato sul potere proprio del Principio di dimensionalizzare, senzaincrinare, la propria assoluta unità e infinità. Da questa indagine emerge comel’elaborazione cusaniana si dispoga quale insostituibile tramite tra il platonismomedievale e l’anima personalistica della modernità: da Eriugena a Cusano, fino aLeibniz, il Principio assoluto è semantizzato nella sua proprietà distributiva, in virtùdella quale l’esplicarsi dell’Uno nel Tutto viene a connotare le figure come partinell’intero, anziché come parti dell’intero: risulta così salvaguardata, nella teoriacusaniana della contrazione, sia l’originarietà della connessione sia la consistenzaontologica delle forme sostanziali. Infatti ogni espressione singolare dell’Uno-Tuttoracchiude pertanto entro di sé, nello spazio interno della sua infrarelazionalità, tuttele altre manifestazioni del Principio, ma appunto limitatamente alla sua unica,irripetibile, capacità espressiva, al suo peculiare punto di vista sull’Uno-Tutto che sipone insieme come uno sguardo dell’Uno-Tutto. Così, se nell’Intelligenza divina (Nous),quale essenza delle essenze, è custodita ogni essenza singolare, coincidente con Diostesso, nella dialettica contrattiva di explicatio e complicatio Dio è ancora in attoogni cosa, ma solo restrittivamente, giacchél’Uno coincide, nella singola entitàesplicata, con l’essere più proprio di questo ente individuale. L’infinito negativo chesi contrae nella figura si rivela quindi come un infinito finiente, che imprime lapropria assolutezza alle parti in cui si esprime nella sua libera contrazione.Da ultimo, l’attualizzazione della dialettica cusaniana è individuata nell’intenzione dimirare al dialogo tra i contrari, e non rinunciare a ritenere pensabile la coesistenzadegli incompossibili, accolti nella loro singolarità, concependo così la relatività deiprocessi storici come l’altro lato della loro invisibile e irrelativa trama teleologica.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)81-110
Numero di pagine30
RivistaANNUARIO FILOSOFICO
Volume24
Stato di pubblicazionePublished - 2008

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