Quando la vita è la strada: un’indagine sulla realtà psichica e sociale dei meninos de rua

Falgares, G; Cottone, M

Risultato della ricerca: Other contribution

Abstract

La storia recente del Brasile è segnata da orrendi crimini (oggi finalmente in netta diminuzione) commessi ai danni dei cosiddetti meninos da rua, bambini e adolescenti poverissimi che riescono a sopravvivere commettendo piccoli reati, ma che spesso, purtroppo, rimangono vittime di fantomatiche organizzazioni di vigilantes che in questo modo impongono ordine e pulizia sociale nelle città. I pochi lavori psicologici in quest’area di ricerca (Lo Piccolo, 1996; 2002), sottolineano soprattutto l’enorme carico di dolore psicologico patito da questi giovani costretti a vivere la propria esistenza per la strada, senza riferimenti affettivi, senza reti di supporto e con il rischio sempre in agguato di essere catturati e uccisi. La ricerca che presentiamo, frutto di un nostro specifico interesse verso questa drammatica realtà, è il risultato di un lavoro sul campo che ci ha visti impegnati per più di un anno nella regione brasiliana del nordest (Recife). In particolare, il nostro obiettivo ha riguardato l’esplorazione dell’universo mentale di questi soggetti, la conoscenza di come possa strutturarsi la personalità di individuo che cresce in condizioni di totale deprivazione, l’impatto sullo sviluppo di condizioni esistenziali e sociali al limite della tollerabilità umana, nonché il mondo delle rappresentazioni mentali rispetto ad alcune fondamentali aree. Ha inteso, inoltre, prospettare, sulla base dei risultati ottenuti, specifici interventi di recupero. A tal fine, abbiamo deciso di somministrare a 150 meninos de rua una serie di vignette già utilizzate da Lo Piccolo nella sua ricerca (1996), vere e proprie immagini stimolo, cui seguiva, su nostra esplicita richiesta, un breve racconto sulla base dell’impatto, emotivo ed affettivo insieme, che tali vignette avevano sui ragazzi (seguendo la classica metodologia semiproiettiva). In una fase successiva, le verbalizzazioni sono state trascritte e sottoposte ad analisi del contenuto attraverso il software di analisi del testo T-Lab (Lancia, 2004). Va precisato che la strutturazione delle tavole (il loro contenuto) è stato pensato solo dopo avere individuato quelle categorie potenzialmente capaci di coprire tutto l’arco delle esperienze più significative per i soggetti. In seguito, sono state ricercate le immagini più adeguate per rappresentare tali categorie (famiglia, strada, denaro, potere). Le stesse vignette, inoltre, sono state somministrate anche a due diverse tipologie di giovani brasiliani con i quali siamo venuti a contatto: coloro che provengono dalle favelas (in totale 150) e coloro che provengono da situazioni di grande agiatezza economica e sociale (in totale 150), al fine di effettuare un confronto tra i tre gruppi di meninos che abitano la realtà brasiliana cittadina. L’obiettivo era infatti quello di analizzare su tre gruppi-criterio di soggetti le rappresentazioni che i minori hanno di se stessi, del mondo che li circonda, del futuro, confrontando, in altre parole, tipologie di giovani diversi per storia e area socio-culturale di appartenenza, ma che convivono nella stessa società brasiliana.
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2006

Cita questo

Quando la vita è la strada: un’indagine sulla realtà psichica e sociale dei meninos de rua. / Falgares, G; Cottone, M.

2006, .

Risultato della ricerca: Other contribution

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T1 - Quando la vita è la strada: un’indagine sulla realtà psichica e sociale dei meninos de rua

AU - Falgares, G; Cottone, M

AU - Lorito, Lucrezia

PY - 2006

Y1 - 2006

N2 - La storia recente del Brasile è segnata da orrendi crimini (oggi finalmente in netta diminuzione) commessi ai danni dei cosiddetti meninos da rua, bambini e adolescenti poverissimi che riescono a sopravvivere commettendo piccoli reati, ma che spesso, purtroppo, rimangono vittime di fantomatiche organizzazioni di vigilantes che in questo modo impongono ordine e pulizia sociale nelle città. I pochi lavori psicologici in quest’area di ricerca (Lo Piccolo, 1996; 2002), sottolineano soprattutto l’enorme carico di dolore psicologico patito da questi giovani costretti a vivere la propria esistenza per la strada, senza riferimenti affettivi, senza reti di supporto e con il rischio sempre in agguato di essere catturati e uccisi. La ricerca che presentiamo, frutto di un nostro specifico interesse verso questa drammatica realtà, è il risultato di un lavoro sul campo che ci ha visti impegnati per più di un anno nella regione brasiliana del nordest (Recife). In particolare, il nostro obiettivo ha riguardato l’esplorazione dell’universo mentale di questi soggetti, la conoscenza di come possa strutturarsi la personalità di individuo che cresce in condizioni di totale deprivazione, l’impatto sullo sviluppo di condizioni esistenziali e sociali al limite della tollerabilità umana, nonché il mondo delle rappresentazioni mentali rispetto ad alcune fondamentali aree. Ha inteso, inoltre, prospettare, sulla base dei risultati ottenuti, specifici interventi di recupero. A tal fine, abbiamo deciso di somministrare a 150 meninos de rua una serie di vignette già utilizzate da Lo Piccolo nella sua ricerca (1996), vere e proprie immagini stimolo, cui seguiva, su nostra esplicita richiesta, un breve racconto sulla base dell’impatto, emotivo ed affettivo insieme, che tali vignette avevano sui ragazzi (seguendo la classica metodologia semiproiettiva). In una fase successiva, le verbalizzazioni sono state trascritte e sottoposte ad analisi del contenuto attraverso il software di analisi del testo T-Lab (Lancia, 2004). Va precisato che la strutturazione delle tavole (il loro contenuto) è stato pensato solo dopo avere individuato quelle categorie potenzialmente capaci di coprire tutto l’arco delle esperienze più significative per i soggetti. In seguito, sono state ricercate le immagini più adeguate per rappresentare tali categorie (famiglia, strada, denaro, potere). Le stesse vignette, inoltre, sono state somministrate anche a due diverse tipologie di giovani brasiliani con i quali siamo venuti a contatto: coloro che provengono dalle favelas (in totale 150) e coloro che provengono da situazioni di grande agiatezza economica e sociale (in totale 150), al fine di effettuare un confronto tra i tre gruppi di meninos che abitano la realtà brasiliana cittadina. L’obiettivo era infatti quello di analizzare su tre gruppi-criterio di soggetti le rappresentazioni che i minori hanno di se stessi, del mondo che li circonda, del futuro, confrontando, in altre parole, tipologie di giovani diversi per storia e area socio-culturale di appartenenza, ma che convivono nella stessa società brasiliana.

AB - La storia recente del Brasile è segnata da orrendi crimini (oggi finalmente in netta diminuzione) commessi ai danni dei cosiddetti meninos da rua, bambini e adolescenti poverissimi che riescono a sopravvivere commettendo piccoli reati, ma che spesso, purtroppo, rimangono vittime di fantomatiche organizzazioni di vigilantes che in questo modo impongono ordine e pulizia sociale nelle città. I pochi lavori psicologici in quest’area di ricerca (Lo Piccolo, 1996; 2002), sottolineano soprattutto l’enorme carico di dolore psicologico patito da questi giovani costretti a vivere la propria esistenza per la strada, senza riferimenti affettivi, senza reti di supporto e con il rischio sempre in agguato di essere catturati e uccisi. La ricerca che presentiamo, frutto di un nostro specifico interesse verso questa drammatica realtà, è il risultato di un lavoro sul campo che ci ha visti impegnati per più di un anno nella regione brasiliana del nordest (Recife). In particolare, il nostro obiettivo ha riguardato l’esplorazione dell’universo mentale di questi soggetti, la conoscenza di come possa strutturarsi la personalità di individuo che cresce in condizioni di totale deprivazione, l’impatto sullo sviluppo di condizioni esistenziali e sociali al limite della tollerabilità umana, nonché il mondo delle rappresentazioni mentali rispetto ad alcune fondamentali aree. Ha inteso, inoltre, prospettare, sulla base dei risultati ottenuti, specifici interventi di recupero. A tal fine, abbiamo deciso di somministrare a 150 meninos de rua una serie di vignette già utilizzate da Lo Piccolo nella sua ricerca (1996), vere e proprie immagini stimolo, cui seguiva, su nostra esplicita richiesta, un breve racconto sulla base dell’impatto, emotivo ed affettivo insieme, che tali vignette avevano sui ragazzi (seguendo la classica metodologia semiproiettiva). In una fase successiva, le verbalizzazioni sono state trascritte e sottoposte ad analisi del contenuto attraverso il software di analisi del testo T-Lab (Lancia, 2004). Va precisato che la strutturazione delle tavole (il loro contenuto) è stato pensato solo dopo avere individuato quelle categorie potenzialmente capaci di coprire tutto l’arco delle esperienze più significative per i soggetti. In seguito, sono state ricercate le immagini più adeguate per rappresentare tali categorie (famiglia, strada, denaro, potere). Le stesse vignette, inoltre, sono state somministrate anche a due diverse tipologie di giovani brasiliani con i quali siamo venuti a contatto: coloro che provengono dalle favelas (in totale 150) e coloro che provengono da situazioni di grande agiatezza economica e sociale (in totale 150), al fine di effettuare un confronto tra i tre gruppi di meninos che abitano la realtà brasiliana cittadina. L’obiettivo era infatti quello di analizzare su tre gruppi-criterio di soggetti le rappresentazioni che i minori hanno di se stessi, del mondo che li circonda, del futuro, confrontando, in altre parole, tipologie di giovani diversi per storia e area socio-culturale di appartenenza, ma che convivono nella stessa società brasiliana.

KW - identità, transpersonale

UR - http://hdl.handle.net/10447/39683

M3 - Other contribution

ER -