QUALE RAZIONALITA' PER RISOLVERE I CONFLITTI TRA DIRITTI

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Abstract

In questo articolo viene discusso il problema della razionalità del “bilanciamento” tra diritti. In particolare, dopo aver definito la nozione di bilanciamento tra diritti nel linguaggio giuridico e morale, l’autore argomenta che i parametri in base ai quali stabiliamo quando un discorso addotto al fine di giustificare un certo bilanciamento tra diritti è razionale dipendono (soprattutto) da quale concezione della razionalità “pratica” adottiamo. Dove per razionalità “pratica” s’intende la razionalità che concerne le ragioni per l’azione, ragioni, cioè, che sono (o devono essere) avanzate all’interno di un discorso orientato alla soluzione di un problema che in ambito filosofico si definisce “pratico”, cioè un problema del tipo “che (devo) fare?”.In tal senso, dopo aver brevemente analizzato due concezioni della razionalità pratica, concezioni molto note e dibattute nella letteratura contemporanea, una prima concezione detta “formale”, e una seconda concezione denominata “sostanziale”, l’autore espone alcuni degli argomenti fondamentali addotti in favore o contro entrambe le concezioni, in particolare l’argomento cosiddetto del linguaggio ordinario e l’argomento ideologico, concludendo che una versione moderata della concezione formale della razionalità è, senza dubbio, da preferire alla concezione sostanziale.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)339-353
RivistaRagion Pratica
Volume29
Stato di pubblicazionePublished - 2007

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