Prove di coltivazione di camomilla comune (Chamomilla recutita Rausch.) nell'ambiente semiarido mediterraneo.

Alessandra Carrubba, Giuseppe Zaffuto

Risultato della ricerca: Article

Abstract

La Camomilla comune (Chamomilla recutita (L.) Rausch) è una pianta erbacea annuale originaria del sud-est asiatico, che oggi, grazie alle sue riconosciute proprietà calmanti e sedative, è largamente diffusa e coltivata in tutto il mondo. In tempi recenti, un forte interesse verso la specie deriva anche dalla sua possibilità di utilizzazione in svariate branche dell’industria, dalla farmaceutica (che ne sfrutta le proprietà sedative e antinfiammatorie), alla cosmetica (che la utilizza per la preparazione di creme, detergenti, profumi e shampoo), all’alimentare (che ne fa uso per bevande, dolci, gelati, liquori e vermouth).La larga diffusione della specie fa sì che in larga parte la sua tecnica colturale sia nota in quasi tutto il mondo. Rimangono tuttavia ancora da verificare alcuni aspetti relativi all’adattamento dell’agrotecnica alle aree semiaride mediterranee, dove la camomilla sembra trovare condizioni idonee allo sviluppo. Il presente lavoro riporta i risultati di alcune prove preliminari condotte dal DAAT (Dipartimento di Agronomia Ambientale e Territoriale) dell’Università di Palermo dal 2001 al 2005 presso l’azienda sperimentale “Sparacia” (Cammarata – AG) allo scopo di valutare l’attitudine della specie alle condizioni di coltivazione in pieno campo. La camomilla ha dimostrato notevoli capacità di adattamento, esprimendo buoni livelli produttivi anche nelle non facili condizioni di coltivazione dell’ambiente di prova. Da segnalare la sua notevole attitudine all’autorisemina, che anche in assenza di significativi input colturali ha consentito anche per due anni consecutivi di ottenere produzioni paragonabili a quelle ottenute nell’anno di semina.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)571-576
Numero di pagine7
RivistaItalian Journal of Agronomy
Volume4
Stato di pubblicazionePublished - 2009

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