Proprietà urbana e rendite fra X e XI secolo: il caso di Chartres

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Abstract

Proseguendo un discorso già avviato sulle pagine di questo periodico - “Mediterranea. Ricerche storiche”, VII, n. 18 (2010), pp. 13-32 - l’Autore prende ora in considerazione alcune concessioni ad firmam avvenute a Chartres nei secoli X-XI, cioè in un periodo nel quale il territorio era stretto fra le pressioni dei Normanni e l’orbita di influenza capetingia. In tal caso, l’uso di questi contratti in uno spazio geografico e socio-economico ben delimitato permette di riprendere un argomento che aveva avuto una prima sistematica elaborazione alla fine del XIX secolo con l’indagine di Guillaume Des Marez sulla città di Gand e, dunque, di formulare alcune considerazioni sul rapporto fra sviluppo urbano, profilo istituzionale delle proprietà, forme di dominio e diritti soggettivi, tenendo presenti e promuovendo i tentativi compiuti negli ultimi anni di liberarsi da una concezione ontologica del feudalesimo e del capitalismo. Nel contempo, si suggerisce una linea di lettura ben precisa per la ricostruzione del percorso socio-economico e giuridico-istituzionale che avrebbe portato alla enucleazione del contractus censualis, poi chiamato census reservativus.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)401-426
Numero di pagine27
RivistaMEDITERRANEA. RICERCHE STORICHE
Volume23
Stato di pubblicazionePublished - 2011

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