Progetto e cantiere nella Palermo del Seicento: la facciata della chiesa di San Matteo al Cassaro

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Abstract

Il prospetto della chiesa di S. Matteo costituisce una delle espressioni più potenti del vivace ambiente artistico palermitano del Seicento, di cui restituisce paradigmaticamente modalità progettuali, realizzative e formali; ciò in virtù anche del coinvolgimento nella sua vicenda di personaggi di altissimo calibro fra l’élite intellettuale e le gerarchie ecclesiastiche della capitale da una parte, dall’altra di molti degli architetti ed artisti più in auge nella Palermo del tempo. Probabilmente per tali ragioni diventò subito un exemplum, soprattutto nel secolo successivo, per l’architettura siciliana: la facciata “campanile” pare abbia trovato in S. Matteo il prototipo compiuto, al di là di possibili parziali precedenti, apprezzato e diffuso attraverso l’iconografia e accostato spesso dalla storiografia, per tale ragione, alla facciata della SS. Annunziata di Messina. La vicenda della facciata di S. Matteo prende le mosse alla fine degli anni quaranta, con l’avvio della realizzazione di un prospetto policromo progettato dal capomastro del regno Francesco Marchese; il cantiere fu però bloccato poco più di un anno dopo, per le controversie nate tra i committenti e l’architetto sul dimensionamento e l’esatta collocazione delle quattro colonne in marmo rosso di Castellammare previste dal progetto; si decise così di allontanare dal cantiere il capomastro Marchese e di mutare il progetto per la facciata. Il nuovo disegno, preparato già nel 1650, fu realizzato soltanto a partire dal 1652, affidando l’appalto delle opere a Luigi di Geraci. Gaspare Guercio e Carlo d’Aprile, che lo avrebbero lentamente condotto a termine soltanto nel decennio successivo, dopo una lunga sosta nella seconda metà degli anni cinquanta, di sicuro modificando nuovamente il progetto di partenza. In definitiva l’esito finale del lungo iter costruttivo è stato il prodotto non di un progetto unitario, ma di un processo ideativo travagliato, animato da un acceso dibattito fra committenti, esperti coinvolti nella valutazione delle diverse proposte, tecnici e maestranze.The front of S. Matteo church is one of the most powerfull expressions of the lively artistic circles in Palermo in the 17th, thanks to the intellectual elite and the ecclesiastic hierarchies in the capital and to some of the most popular architects and artists in Palermo involved in its construction. Probably for this reason it became an exemplum for Sicilian architecture: in the 18th century the “campanile” front was largely appreciated and often compared to the front of SS. Annunziata in Messina.The front of S. Matteo Church was started in the late forties by the master builder Francesco Marchese, but one year later the work was stopped, due to the controversy among the clients and the architects about the placement of the four red marble Castellammare columns. Luigi di Geraci, Gaspare Guercio and Carlo d’Aprile were awarded the contract for the new project in 1650. The work started in 1652, but the front was completed only ten years later.The front of the church is the result of a long iter and of a difficult ideational process.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)49-72
Numero di pagine24
RivistaLEXICON. STORIE E ARCHITETTURA IN SICILIA
Volume10/11
Stato di pubblicazionePublished - 2010

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