PROBLEMATICHE FITOPATOLOGICHE DEGLI ALBERI MONUMENTALI

Risultato della ricerca: Paper

Abstract

La fase di senescenza, lo stress e/o gli stati di sofferenza fisiologica degli alberi monumentali sono tra le principali cause dell’insediamento dei “patogeni di debolezza” o “opportunistici”, di difficile monitoraggio in quanto presentano una lunga fase asintomatica all’interno dei tessuti delle piante (Anselmi et al., 1999). Biscogniauxia mediterranea (De Not.) Kuntze (Xylariaceae) è un patogeno di debolezza ad habitus endofitico, polifago, che si riscontra frequentemente su piante deperenti o morte di molte specie del genere Quercus L. (Henriques et al. 2014). Un altro “patogeno di debolezza”, che si riscontra frequentemente su alberi senescenti, è Botryosphaeria stevensii Shoemaker (Botryosphaeriaceae), ascomicete responsabile della morte di numerose angiosperme e gimnosperme (Krai et al., 2013). Tra le tracheomicosi che colpiscono gli esemplari vetusti di olmo si ricordano Ophiostoma ulmi (Buisman) Nannf. e l’aggressivo O. novo-ulmi Brasie (Ophiostomataceae), responsabili della “grafiosi dell’olmo” che causa la defogliazione anticipata, il disseccamento della chioma, il ripiegamento a uncino dei rami giovani e l’imbrunimento della circonferenza dei rami o del tronco (Brasier, 1991). Uno dei problemi più rilevanti è rappresentato dall’azione degli agenti di marciume radicale ed in particolare di Armillaria mellea Vahl) P. Kumm. (Physalacriaceae), Heterobasidion annosum (Fr.) Bref. (Bondarzewiaceae) e di varie specie di Ganoderma P. Karst. (Ganodermataceae) quali Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst., G. adspersum (Schulzer) Donk e G. applanatum (Pers.) Pat. (Hibbet& Thorn, 2001). Tra i micromiceti, uno degli agenti di cancro più diffusi sui cipressi monumentali è Seiridium cardinale (W.W. Wagener) B. Sutton & I.A.S. Gibson (Pestalotiopsidaceae). Per quanto riguarda i macromiceti agenti di carie è possibile riscontrare numerose specie che si insediano su differenti alberi monumentali: Fuscoporia torulosa (Pers.) T. Wagner & M. Fisch. (Hymenochaetaceae) su Quercus ilex L., Phaeolus schweinitzii (Fr.) Pat. (Fomitopsidaceae) su Pinus pinea L., Inonotus hispidus (Bull.) P. Karst. ((Hymenochaetaceae) su Populus nigra L., il raro Hericium erinaceus (Bull.) Pers. (Hericiaceae) su Quercus petraea (Matt.) Liebl., Fistulina hepatica (Schaeff.) With. (Fistulinaceae) su Castanea sativa Mill. Tra i funghi che degradano il legno degli alberi monumentali agendo sia da saprotrofi che da patogeni ricordiamo Laetiporus sulphureus (Bull.) Murrill (Fomitopsidaceae) che è possibile riscontrare su Ceratonia siliqua L. e su Eucalyptus camaldulensis Dehnh. Molto comuni su aceri, querce, faggi, castagni e pini monumentali sono i saprotrofi Schizophyllum commune Fr. (Schizophyllaceae) e Stereum hirsutum (Willd.) Pers. (Stereaceae). Sugli olivi secolari prevale la presenza di Omphalotus olearius (DC.) Singer (Omphalotaceae) che si sviluppa da saprotrofo sulle radici marcescenti e sulle ceppaie. La notevole diversità di specie fungine che degradano il legno degli alberi monumentali (Venturella et al., 2011) richiede massima attenzione nel mantenimento dell’equilibrio dell’albero vetusto e del suo habitat ed un approccio multidisciplinare per la gestione di questo importante patrimonio forestale.
Lingua originaleItalian
Stato di pubblicazionePublished - 2016

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author = "Giuseppe Venturella and Gargano, {Maria Letizia}",
year = "2016",
language = "Italian",

}

TY - CONF

T1 - PROBLEMATICHE FITOPATOLOGICHE DEGLI ALBERI MONUMENTALI

AU - Venturella, Giuseppe

AU - Gargano, Maria Letizia

PY - 2016

Y1 - 2016

N2 - La fase di senescenza, lo stress e/o gli stati di sofferenza fisiologica degli alberi monumentali sono tra le principali cause dell’insediamento dei “patogeni di debolezza” o “opportunistici”, di difficile monitoraggio in quanto presentano una lunga fase asintomatica all’interno dei tessuti delle piante (Anselmi et al., 1999). Biscogniauxia mediterranea (De Not.) Kuntze (Xylariaceae) è un patogeno di debolezza ad habitus endofitico, polifago, che si riscontra frequentemente su piante deperenti o morte di molte specie del genere Quercus L. (Henriques et al. 2014). Un altro “patogeno di debolezza”, che si riscontra frequentemente su alberi senescenti, è Botryosphaeria stevensii Shoemaker (Botryosphaeriaceae), ascomicete responsabile della morte di numerose angiosperme e gimnosperme (Krai et al., 2013). Tra le tracheomicosi che colpiscono gli esemplari vetusti di olmo si ricordano Ophiostoma ulmi (Buisman) Nannf. e l’aggressivo O. novo-ulmi Brasie (Ophiostomataceae), responsabili della “grafiosi dell’olmo” che causa la defogliazione anticipata, il disseccamento della chioma, il ripiegamento a uncino dei rami giovani e l’imbrunimento della circonferenza dei rami o del tronco (Brasier, 1991). Uno dei problemi più rilevanti è rappresentato dall’azione degli agenti di marciume radicale ed in particolare di Armillaria mellea Vahl) P. Kumm. (Physalacriaceae), Heterobasidion annosum (Fr.) Bref. (Bondarzewiaceae) e di varie specie di Ganoderma P. Karst. (Ganodermataceae) quali Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst., G. adspersum (Schulzer) Donk e G. applanatum (Pers.) Pat. (Hibbet& Thorn, 2001). Tra i micromiceti, uno degli agenti di cancro più diffusi sui cipressi monumentali è Seiridium cardinale (W.W. Wagener) B. Sutton & I.A.S. Gibson (Pestalotiopsidaceae). Per quanto riguarda i macromiceti agenti di carie è possibile riscontrare numerose specie che si insediano su differenti alberi monumentali: Fuscoporia torulosa (Pers.) T. Wagner & M. Fisch. (Hymenochaetaceae) su Quercus ilex L., Phaeolus schweinitzii (Fr.) Pat. (Fomitopsidaceae) su Pinus pinea L., Inonotus hispidus (Bull.) P. Karst. ((Hymenochaetaceae) su Populus nigra L., il raro Hericium erinaceus (Bull.) Pers. (Hericiaceae) su Quercus petraea (Matt.) Liebl., Fistulina hepatica (Schaeff.) With. (Fistulinaceae) su Castanea sativa Mill. Tra i funghi che degradano il legno degli alberi monumentali agendo sia da saprotrofi che da patogeni ricordiamo Laetiporus sulphureus (Bull.) Murrill (Fomitopsidaceae) che è possibile riscontrare su Ceratonia siliqua L. e su Eucalyptus camaldulensis Dehnh. Molto comuni su aceri, querce, faggi, castagni e pini monumentali sono i saprotrofi Schizophyllum commune Fr. (Schizophyllaceae) e Stereum hirsutum (Willd.) Pers. (Stereaceae). Sugli olivi secolari prevale la presenza di Omphalotus olearius (DC.) Singer (Omphalotaceae) che si sviluppa da saprotrofo sulle radici marcescenti e sulle ceppaie. La notevole diversità di specie fungine che degradano il legno degli alberi monumentali (Venturella et al., 2011) richiede massima attenzione nel mantenimento dell’equilibrio dell’albero vetusto e del suo habitat ed un approccio multidisciplinare per la gestione di questo importante patrimonio forestale.

AB - La fase di senescenza, lo stress e/o gli stati di sofferenza fisiologica degli alberi monumentali sono tra le principali cause dell’insediamento dei “patogeni di debolezza” o “opportunistici”, di difficile monitoraggio in quanto presentano una lunga fase asintomatica all’interno dei tessuti delle piante (Anselmi et al., 1999). Biscogniauxia mediterranea (De Not.) Kuntze (Xylariaceae) è un patogeno di debolezza ad habitus endofitico, polifago, che si riscontra frequentemente su piante deperenti o morte di molte specie del genere Quercus L. (Henriques et al. 2014). Un altro “patogeno di debolezza”, che si riscontra frequentemente su alberi senescenti, è Botryosphaeria stevensii Shoemaker (Botryosphaeriaceae), ascomicete responsabile della morte di numerose angiosperme e gimnosperme (Krai et al., 2013). Tra le tracheomicosi che colpiscono gli esemplari vetusti di olmo si ricordano Ophiostoma ulmi (Buisman) Nannf. e l’aggressivo O. novo-ulmi Brasie (Ophiostomataceae), responsabili della “grafiosi dell’olmo” che causa la defogliazione anticipata, il disseccamento della chioma, il ripiegamento a uncino dei rami giovani e l’imbrunimento della circonferenza dei rami o del tronco (Brasier, 1991). Uno dei problemi più rilevanti è rappresentato dall’azione degli agenti di marciume radicale ed in particolare di Armillaria mellea Vahl) P. Kumm. (Physalacriaceae), Heterobasidion annosum (Fr.) Bref. (Bondarzewiaceae) e di varie specie di Ganoderma P. Karst. (Ganodermataceae) quali Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst., G. adspersum (Schulzer) Donk e G. applanatum (Pers.) Pat. (Hibbet& Thorn, 2001). Tra i micromiceti, uno degli agenti di cancro più diffusi sui cipressi monumentali è Seiridium cardinale (W.W. Wagener) B. Sutton & I.A.S. Gibson (Pestalotiopsidaceae). Per quanto riguarda i macromiceti agenti di carie è possibile riscontrare numerose specie che si insediano su differenti alberi monumentali: Fuscoporia torulosa (Pers.) T. Wagner & M. Fisch. (Hymenochaetaceae) su Quercus ilex L., Phaeolus schweinitzii (Fr.) Pat. (Fomitopsidaceae) su Pinus pinea L., Inonotus hispidus (Bull.) P. Karst. ((Hymenochaetaceae) su Populus nigra L., il raro Hericium erinaceus (Bull.) Pers. (Hericiaceae) su Quercus petraea (Matt.) Liebl., Fistulina hepatica (Schaeff.) With. (Fistulinaceae) su Castanea sativa Mill. Tra i funghi che degradano il legno degli alberi monumentali agendo sia da saprotrofi che da patogeni ricordiamo Laetiporus sulphureus (Bull.) Murrill (Fomitopsidaceae) che è possibile riscontrare su Ceratonia siliqua L. e su Eucalyptus camaldulensis Dehnh. Molto comuni su aceri, querce, faggi, castagni e pini monumentali sono i saprotrofi Schizophyllum commune Fr. (Schizophyllaceae) e Stereum hirsutum (Willd.) Pers. (Stereaceae). Sugli olivi secolari prevale la presenza di Omphalotus olearius (DC.) Singer (Omphalotaceae) che si sviluppa da saprotrofo sulle radici marcescenti e sulle ceppaie. La notevole diversità di specie fungine che degradano il legno degli alberi monumentali (Venturella et al., 2011) richiede massima attenzione nel mantenimento dell’equilibrio dell’albero vetusto e del suo habitat ed un approccio multidisciplinare per la gestione di questo importante patrimonio forestale.

UR - http://hdl.handle.net/10447/243099

M3 - Paper

ER -