Prevenzione della violenza all'infanzia e strategie di intervento interistituzionale

Giovanna Manna, Maria Rosaria Como

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Introduzione I progetti di prevenzione della violenza sui minori enfatizzano l’importanza del coordinamento interistituzionale multidisciplinare per contrastare un fenomeno complesso come quello del maltrattamento e abuso all’infanzia (Bertotti, 2001; Ehrle, Scarcella e Green, 2004; Bianchi, 2006; Jent et al., 2009). La conoscenza delle relazioni interorganizzative permette di individuare la capacità delle istituzioni di rispondere efficacemente ai bisogni dei minori e delle loro famiglie. Gli studi evidenziano l’esistenza di una relazione tra l’efficacia degli interventi e la coesione tra i professionisti (Malacrea e Vassalli, 1990; Cantatore e Turetti, 2003; Di Blasio, Milani e Acquistapace, 2003; Di Blasio e Rossi, 2004). La ricerca, attraverso l’applicazione della Social Network Analysis (SNA), si propone di descrivere le dinamiche interne al sistema dei Gruppi Operativi Interistituzionali Abusi e Maltrattamenti (GOIAM). La SNA consente l’individuazione del modello operativo dei GOIAM, evidenziando punti di forza e di debolezza dell’intervento di prevenzione, monitoraggio e contrasto del fenomeno. Metodo Partecipanti: 53 soggetti (45 F, 8 M) di 6 gruppi operativi distrettuali, suddivisi in 4 categorie professionali (15 assistenti sociali, 12 neuropsichiatri infantili, 14 psicologi, 12 psicopedagogisti), appartenenti a 4 servizi (Servizio sociale comunale, Servizi di Neuropsichiatria Infantile e di Psicologia dell’AUSL, Provveditorato agli Studi). Misure: Un questionario appositamente costruito, utile a rilevare i dati riferiti a quattro tipologie di relazioni entro specifici contesti di legame (gestione dei casi, attività formative, scambio di strumenti e materiali, raccolta dati per il monitoraggio del fenomeno).Procedura: Lo strumento utilizzato è stato somministrato individualmente mediante interrogazione diretta dei singoli operatori. Il livello di analisi adottato ha preso in esame le reti integralmente. I dati relazionali registrati sono di tre tipi: legami (presenza/assenza di relazioni), attributi dei legami (relazioni poco, abbastanza o molto frequenti) e attributi dei soggetti (ruolo professionale, gruppo distrettuale di appartenenza, periodo di servizio prestato). I dati sono stati organizzati in matrici di adiacenza. Ciascuna rete è rappresentata da un sociogramma composto da nodi (operatori) e linee (legami). Le elaborazioni statistiche e le rappresentazioni grafiche delle matrici sono state realizzate attraverso l’applicazione del programma Netminer 3. RisultatiL’analisi dei dati ha preso in considerazione l’esame delle statistiche descrittive (Densità, Inclusività), le misure di ripartizione (Clans e Lambda set), di centralità (Grado, Vicinanza, Intermedietà) e di equivalenza (Equivalenza regolare). Sono emersi reticoli con ridotta densità (Density: 0,167 vs 0,264). La rete più fitta di relazioni si riferisce alla presa in carico del minore e della sua famiglia (Density: 0,264), mentre la rete di relazioni riferite agli scambi utili al monitoraggio del fenomeno è la meno densa (Density: 0,167). La protezione, tutela e cura dei minori rappresentano quindi le azioni che pongono maggiormente in contatto gli operatori tra loro. L’esame della ripartizione dei reticoli evidenzia la presenza di clans di ampie dimensioni (N-Clan Size: 9 vs 47), sovrapposti e prodotti dalla simultanea appartenenza di ciascun operatore (co-member) alla maggior parte dei gruppi (overlapping clans). Per ciò che concerne la leadership, gli operatori più influenti e capaci di condizionare le azioni dei colleghi sono pochi professionisti (out-de
Lingua originaleItalian
Pagine5-5
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2009

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