Periferie e città: progetto di connessione e ricerca di identità

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Abstract

In Sicilia, come in generale in tutta Italia, il XVIII secolo è da considerare un momento di grande trasformazione e di grande sviluppo demografico. Tale processo, contemporaneamente di crescita e di cambiamenti, si manifesta, tra le altre cose, in una maggiore presenza di forza lavoro e in un consequenziale aumento della richiesta di abitazioni, oltre che nella ricerca di politiche tese a un miglioramento del tenore di vita. A Palermo, nella seconda metà del XIX secolo si sente l’esigenza, sulla scia delle esperienze europee e nazionali, di dotare la città di uno strumento di piano che desse delle regole per l’ampliamento della città da un lato e per il suo risanamento dall’altro. Il processo di crescita che si era innescato, e che il piano ottocentesco aveva cercato di “regolare”, fece sì che la popolazione della città cominciasse ad aumentare sempre più e il saturarsi degli spazi urbani ebbe come conseguenza la crescita dei piccoli borghi che si erano realizzati nella campagna. Lo scritto, partendo da un'analisi del caso di Palermo, fa alcune considerazioni sui cambiamenti che la crescita urbana ha a volte prodotto sull'immagine della città, concentrandosi in particolare sul tema delle riconnessioni degli sapzi a partire da un punto di vista ecologico.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospitePeriferie e Città contemporanea. Progetti per i quartieri Borgo Ulivia e Zen a Palermo
Pagine57-67
Numero di pagine11
Stato di pubblicazionePublished - 2012

Serie di pubblicazioni

NomeLA CITTÀ CHE MANCA

Cita questo

Schilleci, F. (2012). Periferie e città: progetto di connessione e ricerca di identità. In Periferie e Città contemporanea. Progetti per i quartieri Borgo Ulivia e Zen a Palermo (pagg. 57-67). (LA CITTÀ CHE MANCA).