Per favore, non chiamatelo cibo per cani

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Abstract

Fra uomo e cane esiste quello che potremmo chiamare un patto nutrizionale, un accordo del tutto implicito che, per tramite del cibo, li lega. Come fare allora a conoscere i termini di tale patto? Come ricostruire le tante potenziali logiche che possono governarlo? Come capire insomma cosa può essere un cane per una persona e viceversa? Due modi di affrontare la questione sono evidentemente quelli dell’etologia e dell’antropologia, che cercano di risolvere il problema da un lato guardando agli animali, al modo in cui si comportano e imparano, capiscono e si esprimono, dall’altro alle comunità umane, e al ruolo che di volta in volta queste creature assumono al loro interno. L’approccio semiotico, pur riconoscendo l’importanza di tali punti di vista, propone una terza via, interrogando un discorso sociale che ha un grande interesse nell’esplicitare e approfondire le forme che questo patto può assumere, esplorandone continuamente le possibilità. Tale discorso sociale è la pubblicità
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteZoosemiotica 2.0. Forme e politiche dell'animalità
Pagine409-424
Numero di pagine16
Stato di pubblicazionePublished - 2017

Serie di pubblicazioni

NomeNUOVI QUADERNI DEL CIRCOLO SEMIOLOGICO SICILIANO

Cita questo

Mangano, D. (2017). Per favore, non chiamatelo cibo per cani. In Zoosemiotica 2.0. Forme e politiche dell'animalità (pagg. 409-424). (NUOVI QUADERNI DEL CIRCOLO SEMIOLOGICO SICILIANO).