Parametrical design of Split-Way CVTs

Risultato della ricerca: Other

Abstract

La presente attività di ricerca si svolge presso l’Università degli Studi di Palermo nell’ambito di un corso di dottorato inIngegneria dell’Innovazione Tecnologica, il quale si pone l’obiettivo di delineare una procedura semplice, generale emodulare per la progettazione, la modellistica ed il dimensionamento di trasmissioni meccaniche innovative,eventualmente coadiuvate da dispositivi di accumulo d’energia.In particolare, una crescente sensibilità verso le problematiche connesse all’efficienza energetica, e la conseguenteascesa dell’auto ibrida, ha fatto sì che negli ultimi anni le trasmissioni di tipo Split-way suscitassero, specie in virtùdella loro capacità di consentire un certo sottodimensionamento del variatore, un rinnovato interesse in numeroseaziende, portando anche a diversi esempi applicativi.Il modello da noi adottato riprende in larga parte i concetti ed i risultati esposti in [1-3], laddove lo studio ditrasmissioni analoghe viene condotto per mezzo di un numero molto ristretto di parametri cinematici dal chiarosignificato fisico, i quali, prescindendo dalla conoscenza del qualsivoglia parametro costruttivo, permettono di ottenererisultati affidabili e, al tempo stesso, caratterizzati da una grande generalità.Forti di questa consapevolezza, il nostro lavoro si è inizialmente focalizzato sull’elaborazione di una procedurasemplice, rapida e sistematica per la progettazione delle trasmissioni split-way di tipo compound, la cui attuazione nonrichieda di ricorrere a decisioni arbitrarie, quali, ad esempio, la scelta del layout di montaggio, e che potrebberodimostrarsi subottimali, se non del tutto controproducenti.In particolare, si è visto come tre soli parametri cinematici (A, Av, Ai), di cui i primi due immediatamente quantificabili,in quanto variabili fondamentali di progetto, siano sufficienti non solo a caratterizzare la trasmissione dal punto di vistacinematico, ma anche al fine di stimare l’afflusso di potenza sul variatore, permettendone un dimensionamento dimassima ancor prima di aver definito il layout di montaggio ed i rapporti caratteristici dei rotismi epicicloidali; questiultimi, al contrario, verranno suggeriti dal metodo stesso solo nello step successivo, nei termini atti a garantire a talidispositivi la fattibilità costruttiva e una condizione di sincronismo interna all’intervallo di funzionamento. Il layout, dadefinirsi in un terzo step, sarà piuttosto una conseguenza di tale scelta, concorrendo, nel quarto ed ultimo step, alladefinizione dei rotismi ordinari strettamente necessari (al più quattro su sei) a scalare tra loro i rapporti di trasmissione,senza però vincolarli a tal punto da rischiare di comprometterne la realizzabilità pratica.Il suddetto metodo, sebbene non contempli ancora esplicitamente alcuna perdita di potenza, è totalmente orientatoall’ottimizzazione energetica, e permette di compiere scelte precise e consapevoli in tal senso, pur mantenendo lasemplicità tipica di un modello ideale. Allo stesso tempo, esso suggerisce chiaramente le opportunità di semplificazionecostruttiva, quali l’eliminazione di un rotismo ordinario o epicicloidale, consentendo di verificare in maniera pressochéimmediata il loro impatto sui parametri maggiormente significativi.Sebbene gli strumenti per una stima delle perdite di potenza effettive siano già stati forniti in [1], un approccio diverso epiù diretto, ancorché altrettanto generale, è già stato individuato, e verrà successivamente integrato nel presente metodoin modo tale da affinarne ulteriormente i risultati. La progettazione di trasmissioni multimodali e/o
Lingua originaleItalian
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2016

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@conference{e323c1d4452b4b1c8753e9f548b2684a,
title = "Parametrical design of Split-Way CVTs",
abstract = "La presente attivit{\`a} di ricerca si svolge presso l’Universit{\`a} degli Studi di Palermo nell’ambito di un corso di dottorato inIngegneria dell’Innovazione Tecnologica, il quale si pone l’obiettivo di delineare una procedura semplice, generale emodulare per la progettazione, la modellistica ed il dimensionamento di trasmissioni meccaniche innovative,eventualmente coadiuvate da dispositivi di accumulo d’energia.In particolare, una crescente sensibilit{\`a} verso le problematiche connesse all’efficienza energetica, e la conseguenteascesa dell’auto ibrida, ha fatto s{\`i} che negli ultimi anni le trasmissioni di tipo Split-way suscitassero, specie in virt{\`u}della loro capacit{\`a} di consentire un certo sottodimensionamento del variatore, un rinnovato interesse in numeroseaziende, portando anche a diversi esempi applicativi.Il modello da noi adottato riprende in larga parte i concetti ed i risultati esposti in [1-3], laddove lo studio ditrasmissioni analoghe viene condotto per mezzo di un numero molto ristretto di parametri cinematici dal chiarosignificato fisico, i quali, prescindendo dalla conoscenza del qualsivoglia parametro costruttivo, permettono di ottenererisultati affidabili e, al tempo stesso, caratterizzati da una grande generalit{\`a}.Forti di questa consapevolezza, il nostro lavoro si {\`e} inizialmente focalizzato sull’elaborazione di una procedurasemplice, rapida e sistematica per la progettazione delle trasmissioni split-way di tipo compound, la cui attuazione nonrichieda di ricorrere a decisioni arbitrarie, quali, ad esempio, la scelta del layout di montaggio, e che potrebberodimostrarsi subottimali, se non del tutto controproducenti.In particolare, si {\`e} visto come tre soli parametri cinematici (A, Av, Ai), di cui i primi due immediatamente quantificabili,in quanto variabili fondamentali di progetto, siano sufficienti non solo a caratterizzare la trasmissione dal punto di vistacinematico, ma anche al fine di stimare l’afflusso di potenza sul variatore, permettendone un dimensionamento dimassima ancor prima di aver definito il layout di montaggio ed i rapporti caratteristici dei rotismi epicicloidali; questiultimi, al contrario, verranno suggeriti dal metodo stesso solo nello step successivo, nei termini atti a garantire a talidispositivi la fattibilit{\`a} costruttiva e una condizione di sincronismo interna all’intervallo di funzionamento. Il layout, dadefinirsi in un terzo step, sar{\`a} piuttosto una conseguenza di tale scelta, concorrendo, nel quarto ed ultimo step, alladefinizione dei rotismi ordinari strettamente necessari (al pi{\`u} quattro su sei) a scalare tra loro i rapporti di trasmissione,senza per{\`o} vincolarli a tal punto da rischiare di comprometterne la realizzabilit{\`a} pratica.Il suddetto metodo, sebbene non contempli ancora esplicitamente alcuna perdita di potenza, {\`e} totalmente orientatoall’ottimizzazione energetica, e permette di compiere scelte precise e consapevoli in tal senso, pur mantenendo lasemplicit{\`a} tipica di un modello ideale. Allo stesso tempo, esso suggerisce chiaramente le opportunit{\`a} di semplificazionecostruttiva, quali l’eliminazione di un rotismo ordinario o epicicloidale, consentendo di verificare in maniera pressoch{\'e}immediata il loro impatto sui parametri maggiormente significativi.Sebbene gli strumenti per una stima delle perdite di potenza effettive siano gi{\`a} stati forniti in [1], un approccio diverso epi{\`u} diretto, ancorch{\'e} altrettanto generale, {\`e} gi{\`a} stato individuato, e verr{\`a} successivamente integrato nel presente metodoin modo tale da affinarne ulteriormente i risultati. La progettazione di trasmissioni multimodali e/o",
author = "Dario Rotella and Marco Cammalleri",
year = "2016",
language = "Italian",

}

TY - CONF

T1 - Parametrical design of Split-Way CVTs

AU - Rotella, Dario

AU - Cammalleri, Marco

PY - 2016

Y1 - 2016

N2 - La presente attività di ricerca si svolge presso l’Università degli Studi di Palermo nell’ambito di un corso di dottorato inIngegneria dell’Innovazione Tecnologica, il quale si pone l’obiettivo di delineare una procedura semplice, generale emodulare per la progettazione, la modellistica ed il dimensionamento di trasmissioni meccaniche innovative,eventualmente coadiuvate da dispositivi di accumulo d’energia.In particolare, una crescente sensibilità verso le problematiche connesse all’efficienza energetica, e la conseguenteascesa dell’auto ibrida, ha fatto sì che negli ultimi anni le trasmissioni di tipo Split-way suscitassero, specie in virtùdella loro capacità di consentire un certo sottodimensionamento del variatore, un rinnovato interesse in numeroseaziende, portando anche a diversi esempi applicativi.Il modello da noi adottato riprende in larga parte i concetti ed i risultati esposti in [1-3], laddove lo studio ditrasmissioni analoghe viene condotto per mezzo di un numero molto ristretto di parametri cinematici dal chiarosignificato fisico, i quali, prescindendo dalla conoscenza del qualsivoglia parametro costruttivo, permettono di ottenererisultati affidabili e, al tempo stesso, caratterizzati da una grande generalità.Forti di questa consapevolezza, il nostro lavoro si è inizialmente focalizzato sull’elaborazione di una procedurasemplice, rapida e sistematica per la progettazione delle trasmissioni split-way di tipo compound, la cui attuazione nonrichieda di ricorrere a decisioni arbitrarie, quali, ad esempio, la scelta del layout di montaggio, e che potrebberodimostrarsi subottimali, se non del tutto controproducenti.In particolare, si è visto come tre soli parametri cinematici (A, Av, Ai), di cui i primi due immediatamente quantificabili,in quanto variabili fondamentali di progetto, siano sufficienti non solo a caratterizzare la trasmissione dal punto di vistacinematico, ma anche al fine di stimare l’afflusso di potenza sul variatore, permettendone un dimensionamento dimassima ancor prima di aver definito il layout di montaggio ed i rapporti caratteristici dei rotismi epicicloidali; questiultimi, al contrario, verranno suggeriti dal metodo stesso solo nello step successivo, nei termini atti a garantire a talidispositivi la fattibilità costruttiva e una condizione di sincronismo interna all’intervallo di funzionamento. Il layout, dadefinirsi in un terzo step, sarà piuttosto una conseguenza di tale scelta, concorrendo, nel quarto ed ultimo step, alladefinizione dei rotismi ordinari strettamente necessari (al più quattro su sei) a scalare tra loro i rapporti di trasmissione,senza però vincolarli a tal punto da rischiare di comprometterne la realizzabilità pratica.Il suddetto metodo, sebbene non contempli ancora esplicitamente alcuna perdita di potenza, è totalmente orientatoall’ottimizzazione energetica, e permette di compiere scelte precise e consapevoli in tal senso, pur mantenendo lasemplicità tipica di un modello ideale. Allo stesso tempo, esso suggerisce chiaramente le opportunità di semplificazionecostruttiva, quali l’eliminazione di un rotismo ordinario o epicicloidale, consentendo di verificare in maniera pressochéimmediata il loro impatto sui parametri maggiormente significativi.Sebbene gli strumenti per una stima delle perdite di potenza effettive siano già stati forniti in [1], un approccio diverso epiù diretto, ancorché altrettanto generale, è già stato individuato, e verrà successivamente integrato nel presente metodoin modo tale da affinarne ulteriormente i risultati. La progettazione di trasmissioni multimodali e/o

AB - La presente attività di ricerca si svolge presso l’Università degli Studi di Palermo nell’ambito di un corso di dottorato inIngegneria dell’Innovazione Tecnologica, il quale si pone l’obiettivo di delineare una procedura semplice, generale emodulare per la progettazione, la modellistica ed il dimensionamento di trasmissioni meccaniche innovative,eventualmente coadiuvate da dispositivi di accumulo d’energia.In particolare, una crescente sensibilità verso le problematiche connesse all’efficienza energetica, e la conseguenteascesa dell’auto ibrida, ha fatto sì che negli ultimi anni le trasmissioni di tipo Split-way suscitassero, specie in virtùdella loro capacità di consentire un certo sottodimensionamento del variatore, un rinnovato interesse in numeroseaziende, portando anche a diversi esempi applicativi.Il modello da noi adottato riprende in larga parte i concetti ed i risultati esposti in [1-3], laddove lo studio ditrasmissioni analoghe viene condotto per mezzo di un numero molto ristretto di parametri cinematici dal chiarosignificato fisico, i quali, prescindendo dalla conoscenza del qualsivoglia parametro costruttivo, permettono di ottenererisultati affidabili e, al tempo stesso, caratterizzati da una grande generalità.Forti di questa consapevolezza, il nostro lavoro si è inizialmente focalizzato sull’elaborazione di una procedurasemplice, rapida e sistematica per la progettazione delle trasmissioni split-way di tipo compound, la cui attuazione nonrichieda di ricorrere a decisioni arbitrarie, quali, ad esempio, la scelta del layout di montaggio, e che potrebberodimostrarsi subottimali, se non del tutto controproducenti.In particolare, si è visto come tre soli parametri cinematici (A, Av, Ai), di cui i primi due immediatamente quantificabili,in quanto variabili fondamentali di progetto, siano sufficienti non solo a caratterizzare la trasmissione dal punto di vistacinematico, ma anche al fine di stimare l’afflusso di potenza sul variatore, permettendone un dimensionamento dimassima ancor prima di aver definito il layout di montaggio ed i rapporti caratteristici dei rotismi epicicloidali; questiultimi, al contrario, verranno suggeriti dal metodo stesso solo nello step successivo, nei termini atti a garantire a talidispositivi la fattibilità costruttiva e una condizione di sincronismo interna all’intervallo di funzionamento. Il layout, dadefinirsi in un terzo step, sarà piuttosto una conseguenza di tale scelta, concorrendo, nel quarto ed ultimo step, alladefinizione dei rotismi ordinari strettamente necessari (al più quattro su sei) a scalare tra loro i rapporti di trasmissione,senza però vincolarli a tal punto da rischiare di comprometterne la realizzabilità pratica.Il suddetto metodo, sebbene non contempli ancora esplicitamente alcuna perdita di potenza, è totalmente orientatoall’ottimizzazione energetica, e permette di compiere scelte precise e consapevoli in tal senso, pur mantenendo lasemplicità tipica di un modello ideale. Allo stesso tempo, esso suggerisce chiaramente le opportunità di semplificazionecostruttiva, quali l’eliminazione di un rotismo ordinario o epicicloidale, consentendo di verificare in maniera pressochéimmediata il loro impatto sui parametri maggiormente significativi.Sebbene gli strumenti per una stima delle perdite di potenza effettive siano già stati forniti in [1], un approccio diverso epiù diretto, ancorché altrettanto generale, è già stato individuato, e verrà successivamente integrato nel presente metodoin modo tale da affinarne ulteriormente i risultati. La progettazione di trasmissioni multimodali e/o

UR - http://hdl.handle.net/10447/247077

M3 - Other

ER -