Nuovi ritrovamenti di resti di vertebrati nel travertino di Alcamo (TP).

Carolina Di Patti

Risultato della ricerca: Other

Abstract

I depositi di travertino di Alcamo (TP) sono noti sin dal 1928 soprattutto per aver restituito resti dell’elefante di piccola taglia Paleoloxodon falconeri.Intorno agli anni ’80 nella cava di Contrada Cappuccini i lavori di coltivazione portarono alla luce una grossa frattura nel travertino. La frattura, riempita di un paleosuolo e chiaramente successiva alla formazione del travertino, conteneva un’associazione fossile caratterizzata dalla presenza di Paleoloxodon mnaidriensis. Il fatto che il paleosuolo contenga tali resti, assenti nel bancone di travertino caratterizzato invece dalla presenza dell’elefante di piccola taglia, costituisce un'inoppugnabile prova stratigrafica sulla successione degli elefanti di taglia ridotta che hanno popolato la Sicilia durante l’ultimo milione di anni.L’altra scoperta che rende unico questo deposito è legata al ritrovamento, per la prima volta in Sicilia, dei resti fossili di una tartaruga gigante terrestre nonché di centinaia di reperti identificati come uova fossili di tartaruga.Date le sue peculiari caratteristiche geologiche e paleontologiche, per tale sito è in atto da parte dell'ARTA (Assessorato Regionale Territorio e Ambiente) Sicilia l’istituzione del Geosito "Travertino della Cava Cappuccini". Le stesse motivazioni hanno portato l’Amministrazione Comunale di Alcamo a effettuare i lavori di riqualificazione della cava dismessa e, nell’ottica di una sua valorizzazione, la realizzazione di un anfiteatro e di una struttura museale al fine di salvaguardare l'area e, più in particolare, il contenuto fossilifero ancora in situ.Data la peculiarità del sito e la necessità di tutelare il patrimonio paleontologico in esso contenuto, l'Amministrazione Comunale di Alcamo, su richiesta dell'ARTA, ha proceduto all'affidamento di un incarico di assistente paleontologo con il compito di collaborare con la Direzione dei lavori in fase di scavo anche per classificare eventuali nuovi reperti e provvedere alla loro corretta conservazione.La presenza del paleontologo di “cantiere” si è rivelata fondamentale in quanto, durante i lavori di rimozione del materiale di risulta, sono stati rinvenuti numerosi nuovi reperti fossili riferibili alla tartaruga gigante terrestre tra cui numerosi “nidi” di uova e, soprattutto, diversi resti scheletrici.Lo studio di tale materiale, che si aggiunge a quello già esistente, potrà meglio chiarire la posizione sistematica di questo taxon e, al contempo, accrescere l’importanza del Geosito di nuova istituzione.
Lingua originaleItalian
Pagine47-48
Numero di pagine2
Stato di pubblicazionePublished - 2015
Pubblicato esternamenteYes

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