Nuove reti dell’energia disegnate dallo sharing. Dalla realtà delle cooperative energetiche ad una proposta progettuale per le ex aree produttive del territorio Nisseno.

Risultato della ricerca: Articlepeer review

Abstract

L’insostenibilità dell’attuale modello energetico, basato sulle fonti fossili, mobilita non solo i governi centrali ma stimola iniziative dal basso, associazioni impegnate a promuovere la transizione energetica verso un sistema rinnovabile a partire dalle produzioni delocalizzate di cui città e cittadini sono protagonisti. Il concetto base è da rintracciare nell’attuale sharing economy che consente il godimento di beni e servizi senza il vincolo del possesso. L’energia, in quanto bene primario e indispensabile, può e deve rientrare in questa logica. Se l’energia è un problema intrinseco alla città, lo sharing energetico può offrire un aiuto alla soluzione, come dimostrano le esperienze europee (Germania, Francia e Spagna).A partire da queste considerazioni, il presente contributo mira a spiegare il fenomeno della “mutualizzazione energetica” attraverso l’operato delle cooperative di utenza nazionale, ultima delle quali “énostra”(nel 2014), una novità per l’Italia: non già i singoli che producono per l’autoconsumo familiare ma cittadini che investono sulla produzione di elettricità da fonti rinnovabili per cambiare il modo di alimentare la città. In quest’ottica deve essere letta la proposta progettuale dell’attivazione di nuovi cicli produttivi in alcune aree minerarie/industriali dismesse dell’ex provincia di Caltanissetta (Campofranco, San Cataldo) perché diventino sedi deputate alla produzione di energia rinnovabile, macro-nodi di un nuovo energy sharing network.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)21-24
Numero di pagine4
RivistaURBANISTICA INFORMAZIONI
Volume263
Stato di pubblicazionePublished - 2015

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