Nuove frontiere nella conservazione della biodiversità: Patrimoni di comunità e assetti fondiari collettivi

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Abstract

L’articolo analizza l’intersezione tra l’esigenza globale di conservazione della biodiversità— tradizionalmente affrontata attraverso la messa in opera di aree protette— e la realtà degli assetti fondiari collettivi nel contesto italiano. Viene presentato il percorso internazionale che ha portato al riconoscimento nell’ambito dell’IUCN e della Convenzione sulla Biodiversità dell’efficacia delle forme di gestione sostenibile delle risorse naturali praticate dalle comunità locali e dai popoli indigeni. In Italia tali realtà sono identificate come ‘patrimoni di comunità’ (PdC) ed in gran parte corrispondono agli assetti fondiari collettivi. Vengono proposte due modalità di classificazione di tali assetti: una fondata su diverse modalità di governance derivate da intricati percorsi legislativi, l’altra fondata su caratteristiche ecosistemiche. I menzionati sviluppi nell’ambito del diritto internazionale sono vincolanti sia per l’Unione Europea che per l’Italia, e prevedono forme di sostegno. Si suggerisce un’azione combinata di ulteriori studi e advocacy a livello europeo per ottenere l’adozione di politiche appropriate.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)111-136
Numero di pagine136
RivistaARCHIVIO SCIALOJA-BOLLA. ANNALI DI STUDI SULLA PROPRIETÀ COLLETTIVA
Volume1.2016
Stato di pubblicazionePublished - 2016

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