«Nos iuvat herbas legere» o l’umile poesia della natura

Lavinia Spalanca

Risultato della ricerca: Conference contribution

Abstract

Non è difficile individuare, ripercorrendo l’opera di Camillo Sbarbaro, una significativa tangenza fra il desolato mondo dell’artista, dominato dall’immagine della «città di pietra» e della natura ruvida ed aspra, e il misterioso mondo dei licheni, che abitano petraie, rovine solatie, muri a secco di calce e sabbia. Al centro di questo studio è appunto il confronto intertestuale fra gli scritti inventivi e quelli scientifici del poeta ligure, entrambi all’insegna dell’umile poesia della natura.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteCamillo Sbarbaro in versi e in prosa
Pagine249-261
Numero di pagine13
Stato di pubblicazionePublished - 2009
Pubblicato esternamenteYes

Cita questo

Spalanca, L. (2009). «Nos iuvat herbas legere» o l’umile poesia della natura. In Camillo Sbarbaro in versi e in prosa (pagg. 249-261)