Nicola Spedalieri: la delegittimazione del nuovo ordine

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Abstract

Nella sua opera più nota “De' diritti dell’uomo” (1791) Nicola Spedalieri si propone di difendere il dominio della religione cristiana contro il secolo dei Lumi e contro la pretesa della Rivoluzione di ergersi a guida unica della nazione e di creare un potere politico autonomo dall’autorità religiosa. Il cristianesimo, secondo Spedalieri, aveva avuto il merito di svelare gli errori insiti nella concezione pagana della liceità della guerra, espressione della contraddizione dell’uomo, sempre in bilico tra «violento appetito di moltiplicar se stesso», e deliberata volontà di nuocere. Ma non tutti gli atti di belligeranza sono giudicati illegittimi dall'abate siciliano. Vi sono guerre, approvate dalla «legge naturale», che la Rivelazione ha lasciato nel loro «vigore»; guerre consentite non solo perché sofferte decisioni dopo il fallimento di ogni pacifica persuasione, ma perché condotte «senza odio e mala fede».
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteLo scrittoio dell'intellettuale. Il conflitto: Itinerari storico-politici
Pagine131-151
Numero di pagine21
Stato di pubblicazionePublished - 2016

Cita questo

Giurintano, C. (2016). Nicola Spedalieri: la delegittimazione del nuovo ordine. In Lo scrittoio dell'intellettuale. Il conflitto: Itinerari storico-politici (pagg. 131-151)