Neuropatia uditiva: incidenza e caratteristiche cliniche in neonati a rischio

Francesco Martines, Daniela Linda Bentivegna

Risultato della ricerca: Other

Abstract

INTRODUZIONE La neuropatia uditiva (NU), entità nosografica di recente individuazione, costituisceun’importante causa di ipoacusia di grado variabile dal lieve al severo, ad insorgenza sia nella primissimainfanzia che nell’età giovanile, raramente nell’anziano. È riconducibile ad alterazioni di alcune componentidella via uditiva, tra cui le cellule cocleari ciliate interne (le esterne sono caratteristicamente risparmiate), leloro sinapsi con le fibre afferenti del nervo acustico o il nervo acustico stesso. L’eziologia, fatta eccezioneper le forme riconducibili a mutazioni del gene OTOF (codificante per l’otoferlina, una proteina espressadalle cellule ciliate interne cocleari), è stata posta in relazione con differenti fattori di rischio. In particolare,diversi studi hanno evidenziato una maggiore incidenza di NU tra i neonati ricoverati in UTIN o esposti, inepoca perinatale, a particolari condizioni quali iperbilirubinemia, anossia, patologie infettive, farmaci~ 239 ~ototossici. MATERIALI E METODI Dato il caratteristico profilo audiologico la diagnosi necessita dellaregistrazione contemporanea delle OAEs (presenti in quanto integre le cellule ciliate esterne) e dellerisposte ABR che risultano alterate, desincronizzate o addirittura irriconoscibili. Si rileva anche l’assenza delriflesso stapediale, sia ipsi che controlateralmente. RISULTATI Il nostro studio ha rilevato, in un campione di110 bambini ricoverati in UTIN per un periodo > 5 giorni, 15 soggetti con deficit uditivo, tra i quali sono statiindividuati 4 casi (26,6%) con profilo audiologico compatibile con diagnosi di NU.Gli autori descrivono lecaratteristiche audiologiche ed eziologiche legate a suddetti pazienti paragonando l’incidenza dellaneuropatia uditiva in UTIN, il grado della sordità, la mono-bilateralità, i fattori di rischio e l’iter riabilitativopiù idoneo con i dati riportati in letteratura. CONCLUSIONI La neuropatia uditiva, essendo causa diipoacusia, può compromettere lo sviluppo del linguaggio e necessita di una diagnosi tempestiva per poteradottare le opportune misure riabilitative. In considerazione della necessità di esecuzione contemporaneadi OAEs e dell’ABR ai fini di una corretta diagnosi, oltre che dei costi associati a quest’ultima metodica siraccomanda la valutazione dei potenziali evocati uditivi nei neonati ricoverati in UTIN e nei soggetti espostia fattori di rischio più frequentemente associati a NU.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2012

Cita questo

Neuropatia uditiva: incidenza e caratteristiche cliniche in neonati a rischio. / Martines, Francesco; Bentivegna, Daniela Linda.

2012.

Risultato della ricerca: Other

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TY - CONF

T1 - Neuropatia uditiva: incidenza e caratteristiche cliniche in neonati a rischio

AU - Martines, Francesco

AU - Bentivegna, Daniela Linda

PY - 2012

Y1 - 2012

N2 - INTRODUZIONE La neuropatia uditiva (NU), entità nosografica di recente individuazione, costituisceun’importante causa di ipoacusia di grado variabile dal lieve al severo, ad insorgenza sia nella primissimainfanzia che nell’età giovanile, raramente nell’anziano. È riconducibile ad alterazioni di alcune componentidella via uditiva, tra cui le cellule cocleari ciliate interne (le esterne sono caratteristicamente risparmiate), leloro sinapsi con le fibre afferenti del nervo acustico o il nervo acustico stesso. L’eziologia, fatta eccezioneper le forme riconducibili a mutazioni del gene OTOF (codificante per l’otoferlina, una proteina espressadalle cellule ciliate interne cocleari), è stata posta in relazione con differenti fattori di rischio. In particolare,diversi studi hanno evidenziato una maggiore incidenza di NU tra i neonati ricoverati in UTIN o esposti, inepoca perinatale, a particolari condizioni quali iperbilirubinemia, anossia, patologie infettive, farmaci~ 239 ~ototossici. MATERIALI E METODI Dato il caratteristico profilo audiologico la diagnosi necessita dellaregistrazione contemporanea delle OAEs (presenti in quanto integre le cellule ciliate esterne) e dellerisposte ABR che risultano alterate, desincronizzate o addirittura irriconoscibili. Si rileva anche l’assenza delriflesso stapediale, sia ipsi che controlateralmente. RISULTATI Il nostro studio ha rilevato, in un campione di110 bambini ricoverati in UTIN per un periodo > 5 giorni, 15 soggetti con deficit uditivo, tra i quali sono statiindividuati 4 casi (26,6%) con profilo audiologico compatibile con diagnosi di NU.Gli autori descrivono lecaratteristiche audiologiche ed eziologiche legate a suddetti pazienti paragonando l’incidenza dellaneuropatia uditiva in UTIN, il grado della sordità, la mono-bilateralità, i fattori di rischio e l’iter riabilitativopiù idoneo con i dati riportati in letteratura. CONCLUSIONI La neuropatia uditiva, essendo causa diipoacusia, può compromettere lo sviluppo del linguaggio e necessita di una diagnosi tempestiva per poteradottare le opportune misure riabilitative. In considerazione della necessità di esecuzione contemporaneadi OAEs e dell’ABR ai fini di una corretta diagnosi, oltre che dei costi associati a quest’ultima metodica siraccomanda la valutazione dei potenziali evocati uditivi nei neonati ricoverati in UTIN e nei soggetti espostia fattori di rischio più frequentemente associati a NU.

AB - INTRODUZIONE La neuropatia uditiva (NU), entità nosografica di recente individuazione, costituisceun’importante causa di ipoacusia di grado variabile dal lieve al severo, ad insorgenza sia nella primissimainfanzia che nell’età giovanile, raramente nell’anziano. È riconducibile ad alterazioni di alcune componentidella via uditiva, tra cui le cellule cocleari ciliate interne (le esterne sono caratteristicamente risparmiate), leloro sinapsi con le fibre afferenti del nervo acustico o il nervo acustico stesso. L’eziologia, fatta eccezioneper le forme riconducibili a mutazioni del gene OTOF (codificante per l’otoferlina, una proteina espressadalle cellule ciliate interne cocleari), è stata posta in relazione con differenti fattori di rischio. In particolare,diversi studi hanno evidenziato una maggiore incidenza di NU tra i neonati ricoverati in UTIN o esposti, inepoca perinatale, a particolari condizioni quali iperbilirubinemia, anossia, patologie infettive, farmaci~ 239 ~ototossici. MATERIALI E METODI Dato il caratteristico profilo audiologico la diagnosi necessita dellaregistrazione contemporanea delle OAEs (presenti in quanto integre le cellule ciliate esterne) e dellerisposte ABR che risultano alterate, desincronizzate o addirittura irriconoscibili. Si rileva anche l’assenza delriflesso stapediale, sia ipsi che controlateralmente. RISULTATI Il nostro studio ha rilevato, in un campione di110 bambini ricoverati in UTIN per un periodo > 5 giorni, 15 soggetti con deficit uditivo, tra i quali sono statiindividuati 4 casi (26,6%) con profilo audiologico compatibile con diagnosi di NU.Gli autori descrivono lecaratteristiche audiologiche ed eziologiche legate a suddetti pazienti paragonando l’incidenza dellaneuropatia uditiva in UTIN, il grado della sordità, la mono-bilateralità, i fattori di rischio e l’iter riabilitativopiù idoneo con i dati riportati in letteratura. CONCLUSIONI La neuropatia uditiva, essendo causa diipoacusia, può compromettere lo sviluppo del linguaggio e necessita di una diagnosi tempestiva per poteradottare le opportune misure riabilitative. In considerazione della necessità di esecuzione contemporaneadi OAEs e dell’ABR ai fini di una corretta diagnosi, oltre che dei costi associati a quest’ultima metodica siraccomanda la valutazione dei potenziali evocati uditivi nei neonati ricoverati in UTIN e nei soggetti espostia fattori di rischio più frequentemente associati a NU.

UR - http://hdl.handle.net/10447/73649

M3 - Other

ER -