Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell'ultimo Orazio

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Abstract

Per molto tempo il quarto libro di odi di Orazio è rimasto ai margini degli studi sull’autore e sulla sua produzione, ora relegato nell’angolo della poesia antica meno interessante, perché esplicitamente frutto della commissione del potere, ora riletto come opera della quale è impossibile, e forse inutile, individuare la specificità. Questo volume prende le mosse proprio dal dato più problematico offerto dalla raccolta, ossia la dichiarata discontinuità rispetto ai primi tre libri lirici, e mette a fuoco la centralità, tematica e strutturale, che il cambiamento e i suoi effetti assumono nei quindici componimenti che la costituiscono. Viene delineata così una pista esegetica che interpreta il quarto libro di Carmina come il punto di arrivo di un processo di rappresentazione del sé, entro le cornici personali e comunitarie, che appare già avviato dal poeta negli Epodi. Sembra dunque possibile rintracciare, tra il primo e l’ultimo Orazio, un’idea dell’identità, della memoria, del cambiamento personale e comunitario, dello scambio di beni simbolici attraverso la poesia, che è resa complessa, per gli interpreti, dalle interferenze create dal contatto tra l’esecuzione partecipata di ruoli ufficiali e la contemporanea espressione di distanza da tali ruoli. In questa prospettiva si propone un percorso che allontana l’ultima produzione oraziana dall’immaginario oleografico di un umanesimo generico o di un classicismo di propaganda, entro cui è stata a lungo relegata, e la inserisce in qualcosa di molto simile a quella che Clifford Geertz ha chiamato, assai opportunamente, la “storia sociale dell’immaginazione morale”.
Lingua originaleItalian
EditorePalumbo
Numero di pagine212
ISBN (stampa)9788860170781
Stato di pubblicazionePublished - 2010

Serie di pubblicazioni

NomeLetteratura classica. Collana fondata da Giusto Monaco e diretta da Giusto Picone

Cita questo

Marchese, R. (2010). Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell'ultimo Orazio. (Letteratura classica. Collana fondata da Giusto Monaco e diretta da Giusto Picone). Palumbo.

Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell'ultimo Orazio. / Marchese, Rosa.

Palumbo, 2010. 212 pag. (Letteratura classica. Collana fondata da Giusto Monaco e diretta da Giusto Picone).

Risultato della ricerca: Book

Marchese, R 2010, Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell'ultimo Orazio. Letteratura classica. Collana fondata da Giusto Monaco e diretta da Giusto Picone, Palumbo.
Marchese R. Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell'ultimo Orazio. Palumbo, 2010. 212 pag. (Letteratura classica. Collana fondata da Giusto Monaco e diretta da Giusto Picone).
Marchese, Rosa. / Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell'ultimo Orazio. Palumbo, 2010. 212 pag. (Letteratura classica. Collana fondata da Giusto Monaco e diretta da Giusto Picone).
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TY - BOOK

T1 - Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell'ultimo Orazio

AU - Marchese, Rosa

PY - 2010

Y1 - 2010

N2 - Per molto tempo il quarto libro di odi di Orazio è rimasto ai margini degli studi sull’autore e sulla sua produzione, ora relegato nell’angolo della poesia antica meno interessante, perché esplicitamente frutto della commissione del potere, ora riletto come opera della quale è impossibile, e forse inutile, individuare la specificità. Questo volume prende le mosse proprio dal dato più problematico offerto dalla raccolta, ossia la dichiarata discontinuità rispetto ai primi tre libri lirici, e mette a fuoco la centralità, tematica e strutturale, che il cambiamento e i suoi effetti assumono nei quindici componimenti che la costituiscono. Viene delineata così una pista esegetica che interpreta il quarto libro di Carmina come il punto di arrivo di un processo di rappresentazione del sé, entro le cornici personali e comunitarie, che appare già avviato dal poeta negli Epodi. Sembra dunque possibile rintracciare, tra il primo e l’ultimo Orazio, un’idea dell’identità, della memoria, del cambiamento personale e comunitario, dello scambio di beni simbolici attraverso la poesia, che è resa complessa, per gli interpreti, dalle interferenze create dal contatto tra l’esecuzione partecipata di ruoli ufficiali e la contemporanea espressione di distanza da tali ruoli. In questa prospettiva si propone un percorso che allontana l’ultima produzione oraziana dall’immaginario oleografico di un umanesimo generico o di un classicismo di propaganda, entro cui è stata a lungo relegata, e la inserisce in qualcosa di molto simile a quella che Clifford Geertz ha chiamato, assai opportunamente, la “storia sociale dell’immaginazione morale”.

AB - Per molto tempo il quarto libro di odi di Orazio è rimasto ai margini degli studi sull’autore e sulla sua produzione, ora relegato nell’angolo della poesia antica meno interessante, perché esplicitamente frutto della commissione del potere, ora riletto come opera della quale è impossibile, e forse inutile, individuare la specificità. Questo volume prende le mosse proprio dal dato più problematico offerto dalla raccolta, ossia la dichiarata discontinuità rispetto ai primi tre libri lirici, e mette a fuoco la centralità, tematica e strutturale, che il cambiamento e i suoi effetti assumono nei quindici componimenti che la costituiscono. Viene delineata così una pista esegetica che interpreta il quarto libro di Carmina come il punto di arrivo di un processo di rappresentazione del sé, entro le cornici personali e comunitarie, che appare già avviato dal poeta negli Epodi. Sembra dunque possibile rintracciare, tra il primo e l’ultimo Orazio, un’idea dell’identità, della memoria, del cambiamento personale e comunitario, dello scambio di beni simbolici attraverso la poesia, che è resa complessa, per gli interpreti, dalle interferenze create dal contatto tra l’esecuzione partecipata di ruoli ufficiali e la contemporanea espressione di distanza da tali ruoli. In questa prospettiva si propone un percorso che allontana l’ultima produzione oraziana dall’immaginario oleografico di un umanesimo generico o di un classicismo di propaganda, entro cui è stata a lungo relegata, e la inserisce in qualcosa di molto simile a quella che Clifford Geertz ha chiamato, assai opportunamente, la “storia sociale dell’immaginazione morale”.

KW - identità; cambiamento; memoria culturale; reciprocità e dono

UR - http://hdl.handle.net/10447/50278

M3 - Book

SN - 9788860170781

T3 - Letteratura classica. Collana fondata da Giusto Monaco e diretta da Giusto Picone

BT - Mutat terra vices. Identità, cambiamento e memoria culturale nell'ultimo Orazio

PB - Palumbo

ER -