Morte improvvisa nell'acqua: problemi diagnostici. Presentazione di un caso

Mondello, C; Bartoloni, G; Giuffrida, F, Visalli, L; Bonaiuto, M; Cardia, G

Risultato della ricerca: Other contribution

Abstract

Da decenni è aperto un ampio dibattito sulla necessità di distinguere i soggetti chiaramente morti per sindrome asfittica da annegamento e i soggetti rinvenuti morti nell’acqua, per i quali, nel 1999 Modell et al. avevano proposto l’appropriatezza del concetto di “annegamento senza aspirazione”. Questo problema nasce, talora, dal mancato riscontro, in corso di indagini autoptiche e anatomo-isto-patologiche eseguite su soggetti rinvenuti cadavere in acqua, di quadri inequivocabili che consentono di porre diagnosi di certezza di morte per asfissia da annegamento, altre volte, dal riscontro di condizioni patologiche che possono avere influito e/o avere determinato il decesso in acqua. E’ pur vero, però, che la questione risulta ulteriormente gravata dalle difficoltà, non poco comuni, che si incontrano nella valutazione e conseguente accertamento (diagnostico) delle condizioni che determinano la morte improvvisa nell’acqua in una fase tanto precoce da impedire il verificarsi del terzo stadio dell’annegamento, durante il quale, si manifesterebbe la penetrazione del mezzo liquido nelle vie respiratorie e generalmente nell’apparato gastro-enterico, con tutte le sequele che vengono comunemente descritte nella trattatistica sul tema. Ciò considerando anche che, ad eccezione dei casi di decesso per meccanismo nervoso inibitorio o per sindrome asfittica da spasmo laringeo, i meccanismi alla base della morte improvvisa in acqua non comportano necessariamente un arresto dell’attività cardiaca e della respirazione, così improvviso da escludere un concomitante, sia pur iniziale, annegamento. Queste considerazioni rivevestono, a nostro parere, rilevante importanza visto che si tratta di evenienze di comune osservazione anche in relazione alla crescente valutazione di incidenti subacquei connessi alla enorme diffusione di attività subacquea sportiva e/o amatoriale in apnea. Pertanto segnaliamo un caso di morte improvvisa di apneista, intento nella pratica di pesca subacquea, che meglio potrà evidenziare le difficoltà diagnostiche precedentemente indicate.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine1
Stato di pubblicazionePublished - 2013

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Mondello, C; Bartoloni, G; Giuffrida, F, Visalli, L; Bonaiuto, M; Cardia, G (2013). Morte improvvisa nell'acqua: problemi diagnostici. Presentazione di un caso.

Morte improvvisa nell'acqua: problemi diagnostici. Presentazione di un caso. / Mondello, C; Bartoloni, G; Giuffrida, F, Visalli, L; Bonaiuto, M; Cardia, G.

1 pag. 2013, .

Risultato della ricerca: Other contribution

Mondello, C; Bartoloni, G; Giuffrida, F, Visalli, L; Bonaiuto, M; Cardia, G 2013, Morte improvvisa nell'acqua: problemi diagnostici. Presentazione di un caso..
Mondello, C; Bartoloni, G; Giuffrida, F, Visalli, L; Bonaiuto, M; Cardia, G. Morte improvvisa nell'acqua: problemi diagnostici. Presentazione di un caso. 2013. 1 pag.
Mondello, C; Bartoloni, G; Giuffrida, F, Visalli, L; Bonaiuto, M; Cardia, G. / Morte improvvisa nell'acqua: problemi diagnostici. Presentazione di un caso. 2013. 1 pag.
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TY - GEN

T1 - Morte improvvisa nell'acqua: problemi diagnostici. Presentazione di un caso

AU - Mondello, C; Bartoloni, G; Giuffrida, F, Visalli, L; Bonaiuto, M; Cardia, G

AU - Ventura Spagnolo, Elvira

PY - 2013

Y1 - 2013

N2 - Da decenni è aperto un ampio dibattito sulla necessità di distinguere i soggetti chiaramente morti per sindrome asfittica da annegamento e i soggetti rinvenuti morti nell’acqua, per i quali, nel 1999 Modell et al. avevano proposto l’appropriatezza del concetto di “annegamento senza aspirazione”. Questo problema nasce, talora, dal mancato riscontro, in corso di indagini autoptiche e anatomo-isto-patologiche eseguite su soggetti rinvenuti cadavere in acqua, di quadri inequivocabili che consentono di porre diagnosi di certezza di morte per asfissia da annegamento, altre volte, dal riscontro di condizioni patologiche che possono avere influito e/o avere determinato il decesso in acqua. E’ pur vero, però, che la questione risulta ulteriormente gravata dalle difficoltà, non poco comuni, che si incontrano nella valutazione e conseguente accertamento (diagnostico) delle condizioni che determinano la morte improvvisa nell’acqua in una fase tanto precoce da impedire il verificarsi del terzo stadio dell’annegamento, durante il quale, si manifesterebbe la penetrazione del mezzo liquido nelle vie respiratorie e generalmente nell’apparato gastro-enterico, con tutte le sequele che vengono comunemente descritte nella trattatistica sul tema. Ciò considerando anche che, ad eccezione dei casi di decesso per meccanismo nervoso inibitorio o per sindrome asfittica da spasmo laringeo, i meccanismi alla base della morte improvvisa in acqua non comportano necessariamente un arresto dell’attività cardiaca e della respirazione, così improvviso da escludere un concomitante, sia pur iniziale, annegamento. Queste considerazioni rivevestono, a nostro parere, rilevante importanza visto che si tratta di evenienze di comune osservazione anche in relazione alla crescente valutazione di incidenti subacquei connessi alla enorme diffusione di attività subacquea sportiva e/o amatoriale in apnea. Pertanto segnaliamo un caso di morte improvvisa di apneista, intento nella pratica di pesca subacquea, che meglio potrà evidenziare le difficoltà diagnostiche precedentemente indicate.

AB - Da decenni è aperto un ampio dibattito sulla necessità di distinguere i soggetti chiaramente morti per sindrome asfittica da annegamento e i soggetti rinvenuti morti nell’acqua, per i quali, nel 1999 Modell et al. avevano proposto l’appropriatezza del concetto di “annegamento senza aspirazione”. Questo problema nasce, talora, dal mancato riscontro, in corso di indagini autoptiche e anatomo-isto-patologiche eseguite su soggetti rinvenuti cadavere in acqua, di quadri inequivocabili che consentono di porre diagnosi di certezza di morte per asfissia da annegamento, altre volte, dal riscontro di condizioni patologiche che possono avere influito e/o avere determinato il decesso in acqua. E’ pur vero, però, che la questione risulta ulteriormente gravata dalle difficoltà, non poco comuni, che si incontrano nella valutazione e conseguente accertamento (diagnostico) delle condizioni che determinano la morte improvvisa nell’acqua in una fase tanto precoce da impedire il verificarsi del terzo stadio dell’annegamento, durante il quale, si manifesterebbe la penetrazione del mezzo liquido nelle vie respiratorie e generalmente nell’apparato gastro-enterico, con tutte le sequele che vengono comunemente descritte nella trattatistica sul tema. Ciò considerando anche che, ad eccezione dei casi di decesso per meccanismo nervoso inibitorio o per sindrome asfittica da spasmo laringeo, i meccanismi alla base della morte improvvisa in acqua non comportano necessariamente un arresto dell’attività cardiaca e della respirazione, così improvviso da escludere un concomitante, sia pur iniziale, annegamento. Queste considerazioni rivevestono, a nostro parere, rilevante importanza visto che si tratta di evenienze di comune osservazione anche in relazione alla crescente valutazione di incidenti subacquei connessi alla enorme diffusione di attività subacquea sportiva e/o amatoriale in apnea. Pertanto segnaliamo un caso di morte improvvisa di apneista, intento nella pratica di pesca subacquea, che meglio potrà evidenziare le difficoltà diagnostiche precedentemente indicate.

KW - morte improvvisa; acqua, case report

UR - http://hdl.handle.net/10447/100611

M3 - Other contribution

ER -