Migrazione e memoria (labile)

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Abstract

Ricordo una vignetta che girava sui social network, apparsa qualchetempo fa in seguito ad uno dei tanti, troppi, naufragi che costaronola morte a centinaia di persone, che aveva per tema l’emigrazione:una bambina, che evidentemente rappresentava il pensiero dei più,esprimendo una falsa coscienza e un atteggiamento quasi incredulo,si rivolgeva ad un giovane ragazzo di colore chiedendogli: « Perchéemigrate se forse morirete durante il viaggio? ». La risposta, laconicae lapidaria, « Per quel “forse” », è suYciente a spiegare che siamo difronte a emigrazioni forzose, a viaggi intrapresi perché non ci sonoalternative. Quel “forse” ha continuato a ripresentarsi e a farmi rifletteresul dramma che spinge migliaia di persone a cercare salvezza interritori creduti ospitali e fiorenti, ai genitori che oVrono ai loro figlil’unica possibilità di sopravvivenza attraverso un viaggio insicuro euna meta incerta. Sentimentalismo? No, realismo. Coscienza di undramma epocale che specialmente noi italiani non dovremmo tardarea comprendere dato il nostro recente passato fatto di emigrazioni,di soprusi e sfruttamento.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteSeparated children
Pagine37-49
Numero di pagine13
Stato di pubblicazionePublished - 2016

Serie di pubblicazioni

NomeSVILUPPO DELLA PERSONA ED ESERCIZIO DEI DIRITTI UMANI. SEZIONE DI MIGRAZIONE E DIRITTI UMANI

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