Maredolce: l'invisibilità di un paesaggio reale. Geografie e memorie di un territorio

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Abstract

La lunga storia del Castello di Maredolce racconta in maniera magistrale più di un millennio di storia del territorio di Palermo. Le cronache raccontano come Re Ruggero avviò la realizzazione del Parco Vecchio su quello già esistente del periodo arabo: la Favara. Il Parco Vecchio, intreccio tra cultura e natura, fu il primo pezzo di un paesaggio che nell’epoca normanna avrebbe circondato Palermo. Si proverà a leggere questa enorme area suburbana come paesaggio imperiale: un paesaggio rappresentazione del potere. Esso non simbolizza semplicemente delle relazioni di potere ma verrà letto come un processo attraverso il quale le identità soggettive e sociali si formano. Tuttavia questi segni distintivi del territorio sono diventati via via invisibili, Maredolce è inghiottito dal quartiere Brancaccio, perde la sua funzione. La scelta del saggio sarà quella di raccontare la nuova visibilità di questo monumento fondamentale per la città di Palermo.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteMaredolce-La Favara. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, XXVI edizione
Pagine169-173
Numero di pagine5
Stato di pubblicazionePublished - 2015

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De Spuches, G. (2015). Maredolce: l'invisibilità di un paesaggio reale. Geografie e memorie di un territorio. In Maredolce-La Favara. Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, XXVI edizione (pagg. 169-173)