L’opposizione dei creditori alla fusione ex art. 2503, comma 2, c.c., al vaglio della giurisprudenza milanese

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Abstract

L’opposizione dei creditori alla fusione ex art. 2503 c.c. consiste in un giudizio contenzioso assimilabile, per taluniprofili, all’azione revocatoria, inquantovolto alla tutela della garanzia patrimoniale genericaedaventeadoggettoil carattere pregiudizievole della operazione rispetto alla posizione dei creditori; carattere pregiudizievole il cuiaccertamento all’esito del giudizio comporta la definitiva ineseguibilità della delibera approvante la fusione.L’introduzione dell’opposizione comporta di per sé effetti sospensivi ex lege dell’efficacia della delibera di fusioneche sono però rimuovibili tramite la specifica autorizzazione del tribunale a procedere alla fusione nonostantel’opposizione. La richiesta di autorizzazione alla fusione dà luogo ad un procedimento cautelare c.d. a partiinvertite nell’ambito del quale andrà sommariamente apprezzata la fondatezza delle ragioni di opposizione.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)956-966
Numero di pagine11
RivistaLE SOCIETÀ
Stato di pubblicazionePublished - 2019

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