L'onere della prova del requisito dimensionale del datore di lavoro

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Abstract

: La riscrittura dell’art. 18 della l. 20 maggio 1970, contenuta nella l. 28 giugno 2012, n. 92, non introduce apparentemente una regola specifica sull’onere della prova del requisito dimensionale del datore di lavoro (al cui raggiungimento è subordinata l’applicazione della disciplina in esso contenuta). Apparentemente dunque non dovrebbe mutare l’orientamento giurisprudenziale precedente alla riforma, che – considerando la tutela reintegratoria la regola di carattere generale - poneva a carico del datore di lavoro l’onere di dimostrare di non avere un numero di dipendenti tale da determinare l’applicazione dell’art. 18 (considerato espressione della citata regola generale). Lo scritto si propone di dimostrare che il mutamento delle regole sulla sanzione del licenziamento illegittimo, ed in particolare la previsione di una tutela meramente risarcitoria, anche in alcune ipotesi di recesso ingiustificato, pone l’art. 18 della l. 300 del 1970 su un piano diverso rispetto alla disciplina generale del diritto civile. In particolare, venuta meno l’uniformità di tutela in caso di applicazione della norma in questione, il requisito dimensionale costituisce uno dei fatti costitutivi della domanda del lavoratore, il quale è onerato di darne la dimostrazione, ai sensi dell’art. 2697 c.c.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)209-215
Numero di pagine7
RivistaGIURISPRUDENZA ITALIANA
Volume1
Stato di pubblicazionePublished - 2014

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