L’irresistibile voglia di ‘annessione’: cultura francese e scrittori siciliani

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Abstract

La storia della ricezione degli scrittori siciliani all’interno della cultura francese è per larga parte positiva, seppur essa tradisca a più riprese una trasparente tendenza della critica transalpina ad ‘annettere’ gli scrittori isolani alla propria tradizione culturale. Tale tendenza fagocitante è stata pedissequamente accettata e, anzi, riproposta anche da non pochi critici italiani. Il saggio si sofferma su alcuni casi esemplari: Borgese, Tomasi di Lampedusa, Brancati (rigorasamente classificati come ‘stendhaliani’), Sciascia (spesso etichettato come ‘voltairiano’), e, infine, Consolo, il quale, seppur profondamente intriso a sua volta di cultura francese, fa qui figura di eccezione.The history of the reception of Sicilian writers by the French culture is largely positive, although it betrays, on several occasions, the transalpine critics’ transparent trend to ‘annex’ the island’s writers to their own cultural tradition. Such all-engulfing trend has been blindly accepted, and actually re-launched by quite a few Italian critics. This essay lingers over a few exemplary cases: Borgese, Tomasi di Lampedusa, Brancati (strictly classed as ‘Stendhalian’), Sciascia (often labelled as ‘Voltairian’) and finally Consolo, who, although deeply imbued with French culture, stands as an exception.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)335-353
RivistaESPERIENZE LETTERARIE
VolumeXXX, 3-4, LUGLIO-DICEMBRE 2005
Stato di pubblicazionePublished - 2005

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