Le tre anime della ricostruzione di Gibellina

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Abstract

Dopo quaranta anni dal terremoto le riflessioni sul caso della ricostruzione ex novo della città di Gibellina non possono che essere poste in forma di questioni ancora aperte. In primo luogo perché le stagioni delle città procedono secondo secoli o millenni, piuttosto che per anni, e dunque tutte le città totalmente o parzialmente ricostruite dopo il ’68 sono ancora in una fase poco più che embrionale di sviluppo, tenuto conto anche del profondo distacco rispetto al contesto economico e culturale precedente.La ricostruzione del Belice è avvenuta nel corso del decennio lungo del secolo breve. Acceleratesi improvvisamente le trasformazioni culturali, sociali, economiche e tecnologiche tra gli anni ’60 e gli anni ’70, la particolare congiuntura storica ha contribuito a far sì che la realtà che gli abitanti delle città terremotate, trasferiti in baracche alcuni per più di un decennio, hanno ritrovato tornando alla vita quotidiana non avesse quasi più nulla in comune con il quotidiano vissuto prima del terremoto.Di fronte ad una pluralità di questioni ancora in itinere, sulle quali non è costruttivo apporre sigle di giudizio definitive – fallimentari o di successo –, quanto invece appare più interessante tenere sempre vivo e acceso il dibattito. Un dibattito sulle sfide della ricostruzione oggi di città ex-novo, sul rapporto tra città e arte urbana, sul significato di contemporaneità applicato all’arte, sulle nuove dimensioni dello sviluppo e su una possibile creatività delle città.
Lingua originaleItalian
Titolo della pubblicazione ospiteCittà nell'emergenza
Pagine23-88
Numero di pagine66
Stato di pubblicazionePublished - 2008

Serie di pubblicazioni

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