Le patologie oncoematologiche pediatriche

Burgio, S

Risultato della ricerca: Other contribution

Abstract

Nel pensare alla contestualizzazione della Psicologia pediatrica all’interno di questo capitolo, si è voluto assumere la prospettiva che appare oggi attuale e che conduce a non considerare le neoplasie come patologie croniche. Ciò vuol dire pensare alla possibilità della guarigione e non solo alla sopravvivenza; in tal senso, si intende assumere la Dichiarazione di Erice (Jankovic et al., 2007), con cui si asserisce che “il concetto di guarigione di un tumore pediatrico si riferisce solo alla malattia iniziale, indipendentemente dall’eventuale rischio o presenza di invalidità o di effetti collaterali delle terapie; i bambini che sono stati curati per un tumore possono essere considerati “guariti” quando hanno raggiunto il momento in cui la loro probabilità di morire non sia più grande di quella dei loro coetanei”. Lo sviluppo di questa prospettiva della guarigione così come la condivisione di linee guida (Masera et al., 1996; Spinetta et al., 2009) di ispirazione medico-psicologica, ha trovato nell’A.I.E.O.P. (Associazione Italiana Ematologia ed Oncologia Pediatrica) e nel gruppo di lavoro psicosociale di riferimento un’implementazione intenzionale che ha orientato il lavoro all’interno dei diversi centri di Ematologia e Oncologia pediatrica che afferiscono all’associazione. L’assunzione della prospettiva della guarigione risulta fondamentale per la Psicologia pediatrica, pur nella consapevolezza di quanto questa prospettiva sia ancora una tematica di dibattito sociale e ponga ancora alcuni dubbi anche agli stessi operatori del settore, “ come quando si rifiuta la certificazione di guarito ad un giovane che da adolescente è stato affetto da tumore e che oggi, giovane uomo, desidera diventare un pilota di linea”.
Lingua originaleItalian
Numero di pagine14
Stato di pubblicazionePublished - 2012

Cita questo

Le patologie oncoematologiche pediatriche. / Burgio, S.

14 pag. 2012, .

Risultato della ricerca: Other contribution

Burgio, S. / Le patologie oncoematologiche pediatriche. 2012. 14 pag.
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T1 - Le patologie oncoematologiche pediatriche

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AU - Fontana, Valentina

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N2 - Nel pensare alla contestualizzazione della Psicologia pediatrica all’interno di questo capitolo, si è voluto assumere la prospettiva che appare oggi attuale e che conduce a non considerare le neoplasie come patologie croniche. Ciò vuol dire pensare alla possibilità della guarigione e non solo alla sopravvivenza; in tal senso, si intende assumere la Dichiarazione di Erice (Jankovic et al., 2007), con cui si asserisce che “il concetto di guarigione di un tumore pediatrico si riferisce solo alla malattia iniziale, indipendentemente dall’eventuale rischio o presenza di invalidità o di effetti collaterali delle terapie; i bambini che sono stati curati per un tumore possono essere considerati “guariti” quando hanno raggiunto il momento in cui la loro probabilità di morire non sia più grande di quella dei loro coetanei”. Lo sviluppo di questa prospettiva della guarigione così come la condivisione di linee guida (Masera et al., 1996; Spinetta et al., 2009) di ispirazione medico-psicologica, ha trovato nell’A.I.E.O.P. (Associazione Italiana Ematologia ed Oncologia Pediatrica) e nel gruppo di lavoro psicosociale di riferimento un’implementazione intenzionale che ha orientato il lavoro all’interno dei diversi centri di Ematologia e Oncologia pediatrica che afferiscono all’associazione. L’assunzione della prospettiva della guarigione risulta fondamentale per la Psicologia pediatrica, pur nella consapevolezza di quanto questa prospettiva sia ancora una tematica di dibattito sociale e ponga ancora alcuni dubbi anche agli stessi operatori del settore, “ come quando si rifiuta la certificazione di guarito ad un giovane che da adolescente è stato affetto da tumore e che oggi, giovane uomo, desidera diventare un pilota di linea”.

AB - Nel pensare alla contestualizzazione della Psicologia pediatrica all’interno di questo capitolo, si è voluto assumere la prospettiva che appare oggi attuale e che conduce a non considerare le neoplasie come patologie croniche. Ciò vuol dire pensare alla possibilità della guarigione e non solo alla sopravvivenza; in tal senso, si intende assumere la Dichiarazione di Erice (Jankovic et al., 2007), con cui si asserisce che “il concetto di guarigione di un tumore pediatrico si riferisce solo alla malattia iniziale, indipendentemente dall’eventuale rischio o presenza di invalidità o di effetti collaterali delle terapie; i bambini che sono stati curati per un tumore possono essere considerati “guariti” quando hanno raggiunto il momento in cui la loro probabilità di morire non sia più grande di quella dei loro coetanei”. Lo sviluppo di questa prospettiva della guarigione così come la condivisione di linee guida (Masera et al., 1996; Spinetta et al., 2009) di ispirazione medico-psicologica, ha trovato nell’A.I.E.O.P. (Associazione Italiana Ematologia ed Oncologia Pediatrica) e nel gruppo di lavoro psicosociale di riferimento un’implementazione intenzionale che ha orientato il lavoro all’interno dei diversi centri di Ematologia e Oncologia pediatrica che afferiscono all’associazione. L’assunzione della prospettiva della guarigione risulta fondamentale per la Psicologia pediatrica, pur nella consapevolezza di quanto questa prospettiva sia ancora una tematica di dibattito sociale e ponga ancora alcuni dubbi anche agli stessi operatori del settore, “ come quando si rifiuta la certificazione di guarito ad un giovane che da adolescente è stato affetto da tumore e che oggi, giovane uomo, desidera diventare un pilota di linea”.

KW - psicologia pediatrica, oncoematologia

UR - http://hdl.handle.net/10447/74085

M3 - Other contribution

SN - 978-88-386-7357-3

ER -