LE COSTANTI PROCESSUALPENALISTICHE NEL CONTRASTO AL TERRORISMO E ALLA MAFIA

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Abstract

L'articolo analizza le costanti e le variabili della risposta legislativa e giurisprudenziale al contrasto dei fenomeni mafiosi. La lotta al terrorismo negli anni ’70 è infatti stata condotta sfruttando il rudimentale armamentario offerto della prima prevenzione antimafia e – a sua volta – ha fornito le basi di risposta all’offensiva contro la mafia negli anni ’80 sul versante relativo alle istituzioni investigative, penitenziarie, politico amministrative. Lungo questo continuum nella dimensione contemporanea i “buoni” risultati ottenuti sul fronte mafioso hanno aperto la strada al contrasto delle nuove forme di terrorismi interni e internazionali di matrice religiosa con una progressiva implementazione del “doppio binario”.Oltre alla triplice dimensione della strumentazione giuridica, degli apparati di polizia e della metodologia giudiziaria di intervento, la mobilitazione contro terrorismo e mafia ha negli anni determinato una vera e propria mutazione del ruolo del giudice che si è riflessa specularmente sulla morfologia delle imputazioni processuali. La tesi trova conferma analizzando il ruolo di alcuni uomini chiave nel contrasto alle due manifestazioni criminali, nel ruolo del pentimento nella disarticolazione delle associazioni e, infine, nell'evoluzione della disciplina della chiamata di correo.
Lingua originaleItalian
pagine (da-a)1-36
Numero di pagine36
RivistaDISCRIMEN
Stato di pubblicazionePublished - 2019

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