L'ansia come fattore di rischio: un'indagine preliminare in cardiologia interventistica e cardiochirurgia

Risultato della ricerca: Other

Abstract

Numerose ricerche sottolineano l'importanza dei fattori psicosociali individuali e ambientali, nello sviluppo dei disturbi cardiovascolari. Individuare quali sono i fattori psicologici che influenzano il modo in cui gli individui reagiscono ed affrontano l'esperienza di malattia serve a stabilire le azioni chiave per favorire il processo di guarigione. Rispetto all'estesa letteratura sulla depressione sono ancora poche le ricerche che affrontano il problema dell'ansia e dei suoi effetti sui pazienti cardiovascolari. Nella nostra ricerca vengono riportati i dati relativi a 61 soggetti (42 maschi e 19 femmine) di età media 58 ± 10 anni che devono essere sottoposti ad interventi cardiochirurgici (75%) o procedure interventistiche (25%), che compilano il test Stai-y (Spielberger, 1989). I risultati sul campione totale danno un punteggio medio di ansia di stato di 43 ± 10 e dell'ansia di tratto di 42 ± 10. Nelle donne il punteggio medio dell'ansia di stato era di 49 ± 12, e dell'ansia di tratto di 50 ± 10; per gli uomini 41 ± 9 per l'ansia di stato e 39 ± 9 per l'ansia di tratto. Le donne mostrano un'ansia di stato meno elevata dell'ansia di tratto, ma esiste una tendenza generale a rispondere con un livello elevato d'ansia (oltre il 90° percentile). Per quanto riguarda gli uomini la reazione di ansia elevata durante il ricovero indica che questi attribuiscono al ricovero maggiore pericolosità e percepiscono l'incapacità ad affrontare una situazione particolarmente preoccupante come l'intervento cardiochirugico o una procedura interventistica. I nostri dati indicano che vi è probabilmente una differenza di genere nella valutazione della situazione e delle proprie risorse interne nel contesto di un ricovero ospedaliero in fase pre-intervento.
Lingua originaleItalian
Pagine296-297
Numero di pagine2
Stato di pubblicazionePublished - 2008

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